Angelo Tibaldi (Anm): “Qui da un po’ mancano 6-7 magistrati, il lavoro si accumula e chi arriva sa che dovr?? smaltire un sacco di arretrati. Anche per questo Bergamo non ?? pi?? ambita”.
L’ultimo concorso bandito per la copertura di 197 posti in 96 procure italiane ha dato esito "preoccupante" secondo il Csm: oltre il 60 per cento dei posti, vale a dire 112, sono rimasti scoperti. L’allarme maggiore riguarda la Sicilia (e Palermo) dove la quasi totalità delle procure, vale a dire 13 su 14, è rimasta scoperta. 
Ma dal Sud il problema si sta estendendo all’Italia settentrionale, fino a ieri meta ambita dei magistrati. Procure come Verona dove fino a qualche tempo fa c’era la la fila per approdarci, rimangono senza "richiedenti". E la stessa cosa è capitata a Bergamo: zero richieste.
Cosa sta succedendo? Prova a spiegarlo Angelo Tibaldi, segretario, nel distretto di Brescia, dell’Unicost nonché esponente del consiglio direttivo dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) dello stesso distretto: "Il problema principale è che c’è molta meno mobilità dal ruolo di giudicante a quello di requirente e viceversa: prima si poteva passare più facilmente da pubblico ministero a giudice. Ora lo spauracchio della separazione delle carriere rende tutti più cauti nella scelta". Ma c’è un altro motivo: "I magistrati stanno attenti a quello che scelgono. Si fanno attentissimi al luogo in cui andranno a lavorare visto che ci sono procure da tempo in difficoltà per via della carenza di organico e qui si sono accumulate pratiche su pratiche da smaltire". Un esempio è Brescia, ambitissima fino a ieri: oggi il personale è dimezzato e gli arretrati sono enormi. Simile la situazione di Bergamo dove mancano 6-7 magistrati e quindi chi arriva deve lavorare almeno per due. E questo nonostante le accuse da parte di qualche ministro e giornalista di scarsa propensione alla fatica da parte dei togati: "Sabato scorso, nel pomeriggio eravamo in sette in tribunale a Bergamo" conclude Angelo Tibaldi.
Ma dopo due concorsi andati "buchi" scatta il "premio" in quanto la procura viene ritenuta disagiata: duemila euro netti al mese. Può darsi che fra poco anche Bergamo torni "gettonata".

