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Pd: “Il governo assicuri le migliaia di lavoratori lombardi”

E’ questa la richiesta di una mozione urgente presentata da Stefano Tosi, Luca Gaffuri e Carlo Spreafico, consiglieri regionali del Partito democratico

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Chiarire i dubbi interpretativi e rassicurare le decine di migliaia di lavoratori frontalieri della provincia di Varese, Como e Lecco che ogni giorno, varcano il confine per prestare la propria opera nelle attività produttive della vicina Svizzera. E’ questa la richiesta di una mozione urgente presentata da Stefano Tosi, Luca Gaffuri e Carlo Spreafico, consiglieri regionali del Pd, che si rivolgono alla Giunta regionale e all’assessore competente.
 “I lavoratori e le lavoratrici frontalieri occupati in Svizzera hanno denunciato nei giorni scorsi il timore che con l’applicazione del provvedimento sullo scudo fiscale varato dal Governo italiano si troveranno a dover ottemperare alle disposizioni del monitoraggio fiscale e dello stesso scudo – spiega la mozione –. Accanto alla questione dei frontalieri in attività lavorativa, vi è quella, altrettanto preoccupante, degli ex emigrati rientrati in Italia, iscritti in precedenza all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire). L’Agenzia delle entrate, nell’ambito dell’azione di contrasto agli illeciti finanziari internazionali, ha inviato comunicazioni a contribuenti che negli ultimi cinque anni sono stati iscritti all’Aire. Il questionario allegato alla comunicazione, oltre a richiamare alcuni specifici obblighi dichiarativi, reca le sanzioni previste in caso d’inosservanza – fa sapere la mozione del Pd –. Al riguardo, occorre distinguere tra chi ha preso la residenza fittizia nei paradisi fiscali per evadere il fisco e chi all’estero, nel nostro caso in Svizzera, ci è andato per lavorare. L’Agenzia delle Entrate, per altro, ha posto una scadenza di 30 giorni per la restituzione dei questionari, un termine strettissimo per una direttiva diramata all’improvviso”.
Troppo caos, secondo il Pd, che chiede alla Regione “di intervenire affinché il Governo nazionale, con urgenza, si impegni a riconoscere ai cittadini italiani suddetti l’esonero dallo scudo e dal monitoraggio fiscale, come già accaduto in altre situazioni similari, contribuendo in tal modo a riportare anche la dovuta serenità nei rapporti con i Cantoni svizzeri in cui operano i nostri concittadini”.
“Si chiarisca ogni dubbio interpretativo – incalzano Tosi, Gaffuri e Spreafico – perché ci sono decine di migliaia di lavoratori in Lombardia che stanno aspettando di essere rassicurati. Sono cittadini italiani che all’estero lavorano o hanno lavorato, non esportano capitali e non compiono alcun illecito”.

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