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Su corsi d’acqua e laghi no alle case galleggianti, sì ai negozi

Approvata la legge regionale sui servizi lacuali. "Sconti" per le sponde di laghi condivisi con altri enti territoriali. Astenuto il PD, critici Muhlbauer (Prc) e Ferretto (gruppo misto): "Una sanatoria di situazioni abusive"

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Via libera da parte del Consiglio regionale al testo che modifica l’attuale normativa in materia di demanio della navigazione e servizi lacuali (relatore, Giovanni Bordoni PDL- Forza Italia). La legge ha ricevuto l’assenso dell’assemblea con 36 voti a favore, 7 contrari e 12 astenuti.

Il nuovo testo interviene sotto un duplice profilo: per sanare situazioni debitorie pregresse e per riequilibrare i canoni concessori al fine di adeguarli a quelli "eventualmente" inferiori praticati in altre Regioni confinanti. Riduzioni sono inoltre previste dalle nuove norme anche per favorire le aree a minore vocazione turistica.

Viene vietata la destinazione permanente a residenza di galleggianti. Mentre l’esercizio di attività commerciali su “unità di navigazione ancorate saldamente e continuativamente alle rive” sarà ammesso nel rispetto della normativa regionale, delle norme urbanistiche e di quelle in materia di commercio e igenico-sanitarie e purché sia garantita la corretta utilizzazione delle vie navigabili.
Questo varrà anche per i Navigli milanesi. E’ stato infatti approvato un emendamento di Alessandro Colucci (Forza Italia-PDL) che vanifica il comma inserito a seguito dell’approvazione in Commissione di un emendamento di Luciano Muhlbauer (PRC), che stabiliva che sul Naviglio Grande e quello Pavese lo stazionamento di barconi fosse consentito solo in occasione di manifestazioni e comunque per periodi di tempo inferiori al mese.

La nuova legge, in particolare, autorizza la Giunta, ai fini della valorizzazione del demanio pubblico, a destinare speciali condizioni di concessione anche a soggetti privati con scopo di lucro, introducendo la conseguente equiparazione di tali soggetti agli enti pubblici territoriali anche nell’attività di gestione dei porti lacuali.
Stabilisce inoltre l’obbligo, a carico dei concessionari, di costituirsi in forme consortili.
Le norme tendono anche a ridurre la differenza di importi frequentemente registrata tra i canoni lombardi e quelli delle Regioni confinanti. La normativa approvata dal Consiglio inserisce, infatti, nuovi coefficienti di riduzione in modo da favorire i soggetti che si trovano a svolgere la propria attività sulla sponda del lago confinante con altre regioni che applicano canoni inferiori a quelli lombardi.

Voto contrario di Silvia Ferretto (Gruppo Misto) che ha parlato di una “legge che favorisce i furbi e sana chi non ha pagato”. Contrario anche Luciano Muhlbauer (PRC) per il quale “la nuova legge è una sanatoria di situazioni abusive che nel caso, per esempio, dei barconi sui Navigli hanno superato il limite del buon gusto”. Contrarietà al provvedimento anche da parte di Carlo Monguzzi (Verdi e Democratici): “Oltre a non piacerci questa sanatoria è particolarmente anomalo che la Regione si frapponga di fatto come mediatore tra consorzi e operatori”. “Azzerare le penali sui contenziosi pregressi – ha affermato Stefano Zamponi- significa danneggiare i cittadini onesti e invitare a reiterare gli abusi in futuro. Per questo l’Italia dei Valori voterà contro”.
Astensione da parte del PD. Per Stefano Tosi “la legge è necessaria per sanare situazioni pregresse che non possono più restare aperte anche se la scelta di un condono ci lascia perplessi e con l’amaro in bocca”.
Per Giosuè Frosio (Lega Nord) si tratta invece di una “buona legge perché si pone l’obiettivo di valorizzare e sviluppare il patrimonio della navigazione interna e si preoccupa della crescita economica dei territori che si affacciano sulle rive fluviali e lacuali lombarde”. Difende il provvedimento anche Alessandro Colucci (Forza Italia-PDL): “la legge si preoccupa delle priorità dei cittadini e aggiorna le norme rispetto alle esigenze attuali. E l’emendamento che consente lo stazionamento delle imbarcazioni ancorate stabilmente alle rive dei navigli intende esclusivamente tutelare le attività commerciali già esistenti”.

Per l’assessore Raffaele Cattaneo non c’è alcun condono in essere. “Rinunciamo solo alle penali ma pretendiamo le somme dovute e si tratta di quasi tre milioni di canoni non ancora versati. Nessuna norma invece per premiare i furbi, sanare gli abusivi o danneggiare chi ha pagato regolarmente, ma solo ottenere quanto dovuto. Le posizioni irregolari che verranno sanate rappresentano meno dell’1% del numero complessivo di tutte le concessioni”.

“La legge – ha concluso il relatore Giovanni Bordoni – approvata quest’oggi in Aula è frutto del confronto avvenuto in Commissione con gli enti territoriali e gli operatori del settore e rappresenta un risultato importante perché tenta da una parte di risolvere contenziosi pregressi e dall’altra di gestire meglio le situazioni future visto l’obbligo di organizzarsi in forme consortili”.

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