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Slitta la Legge sui Parchi, l’ira di Legambiente

Lo scoglio è ancora il Parco Sud su cui si appuntano appetiti urbanistici. "I Parchi sono in crescenti difficoltà economiche, la legge doveva essere la grande opportunità di rilancio”

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Legambiente al contrattacco sulla politica regionale in materia di parchi, che ha subito una battuta d’arresto. "Dopo più di tre anni di lavoro, innumerevoli incontri e valutazioni tecniche, sedute della Commissione Ambiente, audizioni di Parchi, associazioni ed Enti Locali, innumerevoli bozze, la Legge sui Parchi è stata rinviata per un ulteriore approfondimento" denuncia il Cigno Verde tramite il presidente regionale Damiano Di Simine. “Siamo di fronte all’ennesimo fallimento che dimostra l’incapacità del governo regionale di portare a compimento un punto qualificante del suo programma: la riforma delle aree protette. Le divisioni della maggioranza hanno prodotto il rinvio della legge in Commissione, il che di fatto significa, con le elezioni alle porte, che la proposta non sarà più discussa in questa legislatura”.

Per Legambiente "si tratta dell’ennesimo naufragio dei buoni propositi ambientali annunciati da Formigoni, che pone seri interrogativi sulla capacità dell’esecutivo regionale di produrre un vero cambiamento di norme, piani e progetti".

“ Siamo fortemente preoccupati – dichiara Marzio Marzorati, responsabile dei Parchi di Legambiente Lombardia – perché con questo grave atto d’irresponsabilità istituzionale si mettono le basi per attaccare il sistema di protezione della natura della nostra Regione, in un delicato momento di crisi economica, e alla vigilia dell’anno internazionale dedicato alla biodiversità”.

Col che è andata persa una opportunità di rilancio dei parchi lombardi, sempre più prosciugati di risorse economiche necessarie a svolgere il fondamentale ruolo di presidio dei territori più preziosi della nostra regione.  “Chiediamo a Formigoni di esprimersi e di rendere pubbliche le vere ragioni della sconfitta – conclude Marzorati – abbiamo partecipato con volontà costruttiva al processo di partecipazione per la nuova Legge, non vediamo coerenza nella politica territoriale della Regione se, come pare sia accaduto, un progetto di revisione dell’intera materia delle aree protette si è nuovamente incagliato sui soliti appetiti urbanistici e sulle pressioni connesse al controllo politico delle trasformazioni territoriali nel Parco Sud Milano”.

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