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Si va verso una lenta risalita della produzione

I dati del terzo trimestre: migliorano ulteriormente le aspettative degli imprenditori. Gli ordini esteri confermano una variazione positiva.

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Com’era nelle previsioni dello scorso trimestre, la variazione congiunturale della produzione è stata ancora negativa in Lombardia, ma in misura inferiore al previsto, e anche la variazione annua conferma una positiva inversione di tendenza e l’avvio di una lenta risalita dal punto di minima toccato lo scorso trimestre.
Si diffondono segnali positivi: decresce il saldo negativo dell’occupazione, le ore di Cassa Integrazione utilizzate sono diminuite (dal 7,7% del monte ore al 4,8%); le aspettative degli imprenditori sono in ripresa, con quelle relative alla domanda estera rientrate in zona positiva. L’insieme dei vari indicatori coincidenti punta verso un miglioramento che consente di prevedere un valore positivo per la produzione industriale nell’ultimo trimestre del 2009 (dopo sei trimestri caratterizzati dal segno negativo).
L’analisi congiunturale del terzo trimestre 2009 su industria e artigianato manifatturiero di Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia, Confindustria Lombardia e con la collaborazione delle Associazioni regionali dell’Artigianato (Confartigianato Lombardia, CNA Lombardia, Casartigiani Lombardia, CLAAI Lombardia) è stata effettuata attraverso 1.474 interviste ad aziende industriali e 1.210 ad aziende dell’artigianato manifatturiero.
Il terzo trimestre 2009 registra una stabilizzazione del calo tendenziale dei livelli produttivi dell’industria, che perdono il 10,5% rispetto al terzo trimestre 2008 e un rallentamento del calo congiunturale (-0,5% rispetto al 2° trimestre 2009, dato destagionalizzato[1]).
Anche per le aziende artigiane manifatturiere nel terzo trimestre 2009 si stabilizza la riduzione tendenziale della produzione (-10,3% su base annua) e si riduce il calo congiunturale (-2,2% rispetto al trimestre precedente, dato destagionalizzato).
L’indice della produzione industriale si stabilizza a quota 93,6 (destagionalizzato, base anno 2000=100), sempre lontano dal massimo (106,8) toccato tra fine 2007 e inizio 2008.
Per le aziende artigiane il recupero registrato nel periodo 2006-2007 risulta completamente annullato dalla fase decrescente che ha caratterizzato il 2008 e che ha portato l’indice della produzione a marcare un nuovo punto di minimo a quota 75.
Tutti i settori registrano variazioni tendenziali negative. I risultati meno pesanti sono quelli dell’alimentare (-1,4%) e delle industrie varie (-1,6%), mentre le maggiori riduzioni riguardano pelli-calzature (-16,4%) e mezzi di trasporto (-13,8%). Anche settori importanti per l’economia lombarda come la meccanica e la chimica mostrano una significativa contrazione della produzione su base annua (-12,4% la meccanica e -7,0% la chimica).
Analogamente, nell’artigianato tutti i settori presentano variazioni della produzione su base annua negative (dal -16,0% dell’abbigliamento al -0,6% del legno-mobilio).
Soffrono meno il rallentamento i beni di consumo finali (-6,9%), mentre i beni intermedi e i beni d’investimento cedono poco più dell’11%.
I dati sulla produzione per classe dimensionale sono omogenei, sia come segno sia come intensità della variazione. Le medie imprese (da 50 a 199 addetti) conseguono il risultato più negativo (-12,4%), seguono le piccole (da 10 a 49 addetti) con un -10,7% e le grandi (oltre i 200 addetti) che si fermano al -9,9%.
Nell’artigianato è più marcato il calo per le imprese di dimensioni maggiori (oltre 10 addetti: -11,1%), rispetto alle medie (da 6 a 9 addetti; -10,2%) e alle micro (da 3 a 5 addetti: -8,9%).
Rimane forte, ma in attenuazione, la concentrazione nell’area negativa: nell’industria, a fronte del 8% di imprese con variazione della produzione nulla, il 69% ha variazioni tendenziali molto negative (oltre il -5%) e una quota molto inferiore (il 12%) ha variazioni molto positive (superiori al +5%).
Anche nell’artigianato si riducono leggermente le posizioni in forte calo. A fronte del 17% di aziende stazionarie, l’11% registra in questo trimestre variazioni tendenziali molto positive, mentre scende al 66% la quota delle imprese con variazioni molto negative.
Altre variabili dell’andamento congiunturale:
• Il fatturato a prezzi correnti registra un segno negativo sia su base annua (-16,6%) che rispetto al trimestre precedente (-4,2%), con l’indice che scende a quota 92,4.
Per le aziende artigiane il fatturato continua a ridursi perdendo il 17,9% rispetto allo stesso trimestre del 2008, con l’indice che scende a quota 69,7.
• Il tasso d’utilizzo degli impianti conferma l’andamento della produzione: per l’industria sale leggermente al 64,3% e per l’artigianato a quota 59,0%. Fra i settori dell’industria superano il 70% gli alimentari (74,2%), le industrie varie (72,9%) e la carta editoria (-72,4%); mentre i minerali non metalliferi rimangono al 57%. Fra i settori dell’artigianato si registrano i tassi di utilizzo minori per la meccanica (53,9%), la siderurgia (55,8%) e la gomma-plastica (55,9%), mentre l’alimentare raggiunge il 68,9%.
• Gli ordinativi acquisiti nel trimestre dalle imprese industriali sono ancora inferiori rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, sia sul versante interno (-8,5%) che sul versante estero (-4,5%), ma mostrano una svolta congiunturale positiva sull’estero (+0,9%) e l’annullamento della caduta per l’interno (0,0%). Il periodo di produzione assicurata dal portafoglio ordini risente della scarsa domanda dei trimestri precedenti e scende a 46,3 giornate. Anche gli ordini delle aziende artigiane riducono la caduta dall’interno (-11,3%), ed incrementano il segno positivo dall’estero (+4,9%) su base annua. Nel confronto con il mese precedente gli ordini interni diventano di segno positivo (+0,8%) e quelli esteri confermano la crescita (+0,7%). Occorre però ricordare l’importanza relativa del mercato estero per le imprese artigiane (la quota del fatturato estero sul totale è inferiore al 5%). Il periodo di produzione assicurata rimane a livelli contenuti (26,5 giornate).
• L’occupazione all’interno del trimestre è ancora in flessione per l’industria con un saldo del -0,6%, contro il -0,7 e il -1,1 dei due trimestri precedenti. In leggera diminuzione la quota di aziende che fanno ricorso alla CIG (37,7%) e più marcata la diminuzione sul monte ore trimestrale (4,8% contro il 7,7% del trimestre precedente). Andamento leggermente più negativo per l’artigianato che registra un saldo tra tasso di ingresso e di uscita pari a -1,2%.
• Il livello delle scorte dei prodotti finiti è ritenuto adeguato dal 72% delle imprese industriali; fra le restanti, le valutazioni di esuberanza superano di poco quelle di scarsità, con il saldo che raggiunge il 3,7%. Sale al 40% la quota di aziende che non tiene scorte tra le piccole imprese, contro il 13% delle grandi imprese e il 23% delle medie. Le aziende artigiane manifestano invece segnali di scarsità (-13,8% il saldo), mentre il 61,4% giudica le scorte adeguate. La quota di aziende artigiane che dichiara di non tenere scorte è molto più elevata rispetto all’industria (63,9%).
• Le scorte di materie prime sono adeguate per il 71% delle imprese industriali, con un saldo leggermente negativo tra i giudizi di scarsità ed esuberanza (-1,5%). Gli artigiani segnalano scorte adeguate nel 50% dei casi, con una maggior prevalenza, fra le restanti, dei giudizi di scarsità (-8,7% il saldo).
• Rallenta la riduzione dei prezzi medi delle materie prime, correlati alla ripresa della domanda mondiale: le aziende industriali registrano una riduzione congiunturale del’1,7%, mentre per le aziende artigiane la riduzione congiunturale è dello 0,1%.
• Anche per i prodotti finiti si registra un rallentamento nella riduzione dei prezzi: -0,7% per l’industria e -1,0% per l’artigianato, ad indicare un lieve miglioramento relativo dei margini d’impresa.
Le aspettative sulla produzione degli imprenditori industriali per il quarto trimestre 2009 vedono ancora prevalere i pessimisti sugli ottimisti, ma con un saldo che si riduce dal  -33% di inizio 2009 al -11,6%. Anche le aspettative sulla domanda registrano un saldo negativo ma in rallentamento sul versante interno (-7,9%), mentre sul versante estero diviene positivo (+2,1%). Anche nel caso dell’artigianato questa inversione di tendenza si consolida, soprattutto per la domanda estera. Rimane al 77% la quota di imprenditori industriali che non prevedono variazioni nei livelli occupazionali. Fra gli imprenditori artigiani la quota sale all’84%.

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