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Bersani: «Più vicini alle piccole e medie imprese»

Il candidato alla segreteria del Pd inizia dall'aeroporto la giornata dello sprint finale verso le primarie di domani: «Qui si è consumato un delitto industriale»

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Bersani e Martina, sprint finale per le primarie del Pd«Sono qui per interpretare questa complessa realtà che è Varese, terra che ha il primato per le piccole e medie imprese, dopo l’allarme lanciato ieri da Confindustria che ha parlato di un milione di posti di lavoro a rischio». Parte da questo presupposto Pierluigi Bersani, concorrente alla segreteria del Partito Democratico, insieme a Franceschini e Marino, iniziando il suo tour giornaliero in Lombardia. Parte da Malpensa l’ultimo giorno di campagna elettorale del favorito «qui si è consumato un delitto industriale – ricorda senza remore Bersani – potevamo sedere al tavolo della compagnia aerea più grande del mondo (Air France, ndr) e invece ci ritroviamo con un aeroporto semi-vuoto che cerca faticosamente di riprendersi una fetta di mercato e noi appoggiamo ogni iniziativa che vada in questa direzione».

Subito dopo si butta sui temi importanti che il Pd, da lunedì in poi, dovrà affrontare con forza e in un rinnovato spirito, si spera, unitario: «Voglio un partito popolare, forte che sappia rappresentare non solo l’opposizione bensì l’alternativa – ha specificato l’esponente democratico – dobbiamo parlare la stessa lingua da Varese a Palermo nel senso che non vogliamo imbrogliare gli italiani come chi dice un giorno che toglierà l’Irap e il giorno dopo che non lo farà subito e poi, infine, fa finire tutto in quello che io chiamo il maiale pieno di prosciutti, il federalismo. La maggioranza mette tutto nel federalismo e intanto non si vede un provvedimento concreto in questo senso e se ci fate caso quest’anno possiamo registrare il picco più basso dell’autonomia dei Comuni ai quali sono stati tagliati tutti i fondi per investire».  A proposito di federalismo si dice un convinto regionalista: «Il partito dovrà essere capace di declinarsi a livello regionale – ha detto ancora – per questo ho scelto candidati alla segreteria regionale che non fossero deputati o parlamentari europei. I segretari regionali dovranno confrontarsi con la la loro realtà e far crescere il partito».

Bersani ha poi attaccato il centro-destra sul modo di affrontare (o non affrontare) la crisi: «Non è stata dedicata nessuna risorsa a chi ha perso il lavoro – ha ricordato Bersani – quest’anno non è stata fatta una manovra finanziaria e siamo l’unico caso al mondo di un paese che non ha fatto una manovra economica per fronteggiare la crisi». La visita in aeroporto dura poco, gli impegni da seguire durante tutta la giornata sono molti. Sul caso Marrazzo Bersani non dice nulla di più rispetto a quanto detto ieri mentre sulle alleanze future esclude il Prc da un accordo per governare «con Rifondazione parleremo di alcuni temi nazionali come la legge elettorale», mentre l’obiettivo è di aprire un nuovo cantiere dell’Ulivo con le forze ecologiste e socialiste ma anche con Sinistra e Libertà. Il tempo è scaduto, Bersani corre via con lo stato maggiore del Pd a livello provinciale da Maurizio Martina, suo candidato alla segreteria regionale lombarda, a Tosi, Adamoli, Alfieri, Mirabelli, D’Adda. Via verso gli altri appuntamenti e, forse, verso la segreteria nazionale.

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