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System Plast, chiesto un piano alternativo

Due commissioni regionali si sono occupate dell'azienda di Telgate che vorrebbe delocalizzare e lasciare a casa 50 dipendenti.

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Pochi giorni dopo il caso della Tenaris di Dalmine, con un migliaio di dipendenti a rischio di licenziamento, in Regione è stata affrontata la crisi di un’altra azienda metalmeccanica bergamasca. Le Commissioni Attività Produttive presieduta da Carlo Saffioti (FI-PdL) e Formazione Professionale presieduta da Daniele Belotti (Lega Nord) hanno infatti ricevuto in seduta congiunta una delegazione di lavoratori e di rappresentanze sindacali dell’azienda System Plast di Telgate.
L’incontro è stato richiesto dalle organizzazioni territoriali di FIM CISL e allargato alle RSU aziendali, per sensibilizzare il Consiglio Regionale sulla situazione aziendale della System Plast (azienda di componenti per nastri trasportatori di proprietà della multinazionale Emerson) dopo il recente annuncio dello spostamento della produzione in uno stabilimento in Germania, con la prospettiva di un taglio di circa 50 posti di lavoro sui 113 attuali.
Alla proprietà chiediamo un piano alternativo –ha detto il rappresentante di FIM-Cisl Ferdinando Ulianoperché non è accettabile chiudere completamente i reparti produttivi e delocalizzare nell’Est europeo, quando i bilanci della società riferiti al 2008 sono in attivo”.
Il presidente Daniele Belotti ha prontamente assicurato l’impegno delle due Commissioni: “Abbiamo già attivato l’Unità di Crisi istituita presso la Giunta regionale e cercheremo di dare vita quanto prima a un tavolo di confronto con la proprietà, al fine di salvaguardare l’occupazione in loco. E’ importante che il fronte istituzionale sieda compatto a questo tavolo, al fine di richiamare in modo forte la proprietà al rispetto delle proprie responsabilità”.
Per Giuseppe Benigni (PD) “è necessario che a farsi direttamente carico della situazione sia l’assessore regionale alla partita che convochi quanto prima un incontro con la Emerson, senza trascurare la possibilità di individuare possibili nuovi proprietari disponibili a subentrare e mantenere gli attuali livelli occupazionali dell’azienda”.
Marcello Saponaro (Verdi) ha invece puntato l’indice sulla necessità di politiche industriali serie da parte di Regione Lombardia: “Non possiamo ogni volta limitarci a parlare di ammortizzatori sociali –ha detto Saponaro- ma occorre capire piuttosto quali altri strumenti e politiche Regione Lombardia intende veramente mettere in campo a sostegno dell’economia e della produttività regionale”.
Sulla mancanza di “autentiche e reali politiche industriali” si è soffermato anche Osvaldo Squassina (UAL), “soprattutto ora che le situazioni di crisi vanno aumentando in misura esponenziale e che le risorse cominciano a venire meno”.

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Commenti

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  1. Scritto da angiolini andrea

    Tempo sprecato, i nostri cari e strapagati politici bergamaschi, divavano intervenire prima per tutelare il posto di lavoro ai dipendenti.

  2. Scritto da roberto fugazzi

    l’unico modo per mettere la politica e la confindustria di fronte alle proprie responsabilità,è quello di unire tutte le lotte per l’occupazione attraverso un grande SCIOPERO GENERALE PROVINCIALE PER IL LAVORO,che blocchi BERGAMO E PROVINCIA per un giorno e metta nell’agenda il LAVORO come BENE COMUNE,da difendere senza se e senza ma.Lo sciopero generale è anche l’unico modo per unire in un unico BLOCCO SOCIALE tutti i lavoratori di fabbrica con i precari,i disoccupati,ilavoratori migranti ecc.

  3. Scritto da Controcorrente

    @2 – roberto fugazzi, e magari avere il coraggio di cominciare a rifiutare di essere gestiti da una classe dirigente scelta per nepotismo e non per merito.
    Ad esempio come hanno fatto i francesi costringendo il figlio del loro Presidente a rinuciare alla prestigiosa nomina avuta a soli 23 anni.
    http://video.corriere.it/?vxChannel=Dal%20Mondo&vxClipId=2524_678eb330-bf36-11de-8c44-00144f02aabc