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Piccinini: paghiamo il minimalismo industriale

Il segretario provinciale critica le scelte degli imprenditori e accusa la politica di non aver fatto nulla per affrontare i problemi del lavoro.

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Decentramento contrattuale, proposte per un confronto su temi strategici, Mercato del Lavoro, prestazioni integrative, sviluppo, politiche sociali: la relazione del segretario provinciale Ferdinando Piccinini al consiglio generale della Cisl ha toccato molti dei temi della discussione economico – sindacale attualmente sul tappeto, e lo ha fatto partendo dal documento unitario che con CGIL e UIL bergamasche ha permesso al sindacato di trovare un punto di partenza comune per affrontare la crisi, che ha prodotto su questo territorio “già 15000 posti di lavoro persi (tra quelli già lasciati sul terreno e quelli che lo saranno entro il 2010) e 9000 lavoratori in cassa integrazione in deroga che attendono con ansia una possibile proroga, pena l’ingrossamento delle file dei disoccupati, mentre ancora non sappiamo quanti siano gli impieghi a tempo determinato che, a Bergamo, sono andati in fumo”.
Paghiamo lo scotto di politiche industriali di bassissimo profilo negli ultimi anni – ha detto Piccinini-, un minimalismo industriale che ora mostra tutti i suoi limiti. La colpa della crisi, almeno della sua genesi, sta nella finanza, ma la politica ha fatto veramente poco, oltre gli annunci, come l’ultimo sul posto fisso, dovrebbe invece pensare a chi il posto fisso ora ce l’ha, ma che rischia di perderlo, e trovarsi tra quanto non hanno un sistema di tutele valido. Sarebbe opportuno che ragionino di un riconoscimento economico maggiore della flessibilità, così che smetta di essere un’opportunità di risparmio per le aziende”. 
Noi dobbiamo dare – ha continuato – risposte alle emergenze sociali e industriali, e per questo la CISL di Bergamo cerca la massima coesione possibile; vogliamo portare su scala provinciale il modello Valle Seriana, e chiediamo che sia la Provincia a guidarla, sempre che abbia terminato il periodo di apprendistato. Un punto fondamentale che affronteremo a fine novembre sarà quello del decentramento contrattuale, della contrattazione territoriale e della bilateralità. Vogliamo costruire delle proposte per avviare confronti con le nostre controparti, partendo dall’affrontare temi strategici, soprattutto in questa fase quali: intervento delle parti sul mercato del lavoro, sulla riqualificazione, sulla formazione, sulla prestazioni integrative (comprese anche quelle sociali), sull’indirizzo sullo sviluppo dei singoli settori.
Una sfida questa strategica anche per tutta l’area del pubblico impiego, mai cosi come ora scarsamente valorizzata, anzi, fortemente in discussione nella sua capacità di offrire servizi di qualità”.

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