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“Occupazione: nessuno può dare certezze a lungo termine”

Stefano Malandrini, responsabile dell'area sindacale in Confindustria Bergamo, replica alle dichiarazioni di Gigi Petteni, segretario regionale della Cisl.

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Stefano Malandrini, responsabile dell’area sindacale in Confindustria Bergamo, replica alle dichiarazioni di Gigi Petteni, segretario regionale della Cisl, sulla necessità di un risarcimento delle aziende che dal territorio hanno ricevuto molto e poi al minimo problema licenziano. "Le aziende – spiega l’esponente di Confindustria – pagano con oneri di urbanizzazione le agevolazioni che vengono loro date. Non debbono risarcire il territorio, hanno già dato. Quando si apre un’impresa, si fa una scommessa. A dire il vero la fanno in tre: l’imprenditore, il lavoratore e la pubblica amministrazione in rappresentanza del territorio. Ma è un’utopia pensare che sia possibile garantire tutti i posti di lavoro nel lungo periodo".
Sul caso Tenaris, perchè la richiesta di Gigi Petteni partiva da lì, Malandrini sottolinea che c’è uno sforzo dell’azienda da una parte a contenere gli esuberi attraverso gli ammortizzatori sociali ("che sono pagati con i contributi che le imprese versano e vengono accantonati") e dall’altra per discutere il piano di ristrutturazione: "Tenaris ha dato la propria disponibilità a discutere del piano industriale e degli esuberi". 
Circa invece le dichiarazioni di Ferdinando Piccinini, il segretario provinciale della Cisl, sul "minimalismo industriale", Stefano Malandrini ammette che uno dei problemi, non solo della Bergamasca, ma anche e soprattutto della nostra provincia è proprio legato alle dimensioni delle ditte: "Si pensava che piccolo fosse bello e invece è stato dimostrato che troppo piccolo non regge il mercato. Bisogna perciò procedere in due direzioni: verso la crescita delle aziende oppure verso la loro aggregazione. Per promuovere la crescita andrebbero eliminati i troppi vincoli legislativi e qui servirebbe una riforma che Confindustria a livello nazionale sta chiedendo a gran voce. Per le aggregazioni che per la provincia orobica sarebbero più indicate, occorre spingerle attraverso incentivi. E qui, a livello locale, gli imprenditori chiamano in causa la pubblica amministrazione: Comuni, Provincia e Regione". 

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