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Barche a vela e case a uomini d’affari Iniziano gli interrogatori di Grossi&Co. fotogallery

Tanti benefit "anomali", secondo la procura, da parte del proprietario della Rea a diversi soci, tra i quali la moglie di Giancarlo Abelli (Pdl), che è in carcere con l'imprenditore e altre tre persone.

Barche a vela di una ventina di metri intestate o noleggiate da una delle tante società di Giuseppe Grossi – proprietario della Rea di Dalmine e “re” delle bonifiche ambientali arrestato il 20 ottobre – usate da alcuni uomini d’affari a lui vicini. Quello delle barche è solo uno dei ricchi benefit che, secondo la Procura della Repubblica di Milano, l’imprenditore elargiva a persone che era in qualche modo a lui collegate ed erano interessate alla bonifica dell’ex area industriale di Santa Giulia, dove è in corso la riqualificazione denominata “Montecity”. Per gli inquirenti quei benefit sono “anomalie”. Ma ci sarebbero, secondo gli inquirenti, anche appartamenti elencati in un file denominato “immobili valori GG”, trovato sul computer della figlia dell’imprenditore: case di pregio nel cuore di Milano per Vincenzo Cimini, consigliere di una delle società dell’imprenditore, e anche per Rosanna Gariboldi, moglie del parlamentare del Pdl Giancarlo Abelli e ormai ex assessore (la Gariboldi) della Provincia di Pavia. Sui benefit e soprattutto sulla presunta costituzione di fondi neri nell’ambito della bonifica Santa Giulia gli inquirenti insisteranno durante gli interrogatori previsti oggi, 22 ottobre, a San Vittore. I pubblici ministeri ascolteranno Giuseppe Grossi, tre suoi collaboratori (tra i quali la segretaria personale) e la Gariboldi, probabilmente senza esaurire tutti gli interrogatori in giornata. Un’inchiesta ad ampio raggio per la quale sono ipotizzati reati dall’appropriazione indebita alla corruzione. E’ atteso per oggi, inoltre, il parere del tribunale sull’istanza di libertà avanzata dalla difesa dei due ex finanzieri Paolo Pasqualetti e Giuseppe Anastasi, quando iniziò l’inchiesta sulla bonifica Santa Giulia.

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