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“La crisi non è finita e non se ne uscirà come prima” video

Mario Deaglio presenta il XIV rapporto sull'Economia globale. Lo fa all'Università di via dei Caniana: in platea i protagonisti dell'economia orobica. Zanetti: contrazioni anche per le banche.

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“Gli effetti della crisi dureranno ancora per anni e il nostro Paese non potrà limitarsi ad uscire dalla crisi, dovrà cambiare, altrimenti si troverà indietro di diverse posizioni”: questo il brevissimo riassunto di “A scuola della crisi”, ovvero il XIV rapporto sull’Economia globale, proposto dallo stesso autore del volume, l’economista Mario Deaglio. In una conferenza stampa con il presidente della Banca popolare di Bergamo e con Luigi Trigona, membro della Camera di Commercio di Bergamo, Deaglio ha anticipato i temi del convegno che, nella sede universitaria di via dei Caniana, scava a fondo nel XIV rapporto.
“Credo che gli effetti della crisi dureranno, che il mondo uscirà diverso da questa pesante fase di riflessione, e che l’Italia non potrà uscirne come prima – secondo l’economista -.Voglio dire che se prima della crisi un’impresa aveva 100, perdendo il 90% è arrivata a 10. Se ora dovesse recuperare “solo” il 90% arriverebbe ad avere 19, ben lontano dal 100 iniziale di partenza. Questo dà l’idea di come l’uscita dalla crisi non possa essere affrontata in termini canonici. Bisogna chiedersi su quali settori puntare, cosa fare delle eccellenze o dei settori in crisi, studiare una politica industriale ad ampio raggio. Ma non vedo seri dibattiti in corso. Senza considerare un pericolo concreto, ovvero che certi segnali di ripresa siano solo di passaggio. Ora si producono molti beni in vista del periodo natalizio, ma non sappiamo come risponderanno i consumatori: è questo è solo un esempio”. Secondo Deaglio a fronte di perdite aziendali del 5% circa serviranno almeno 6 o 7 anni per recuperare quanto perso, considerando tassi di crescita che non superano lo 0,75 % .
Il periodo di crisi finanziaria ed economica sta avendo anche effetti sul mondo bancario, come ha specificato il presidente di Ubi Banca Emilio Zanetti: “Il bilancio 2009 degli istituti di credito risentirà fortemente della compressione dei margini di interessi e delle perdite sul credito. Basti dire che al semestrale di quest’anno registravamo perdite nell’ordine dello 0,8%, rispetto allo 0,2 o 0,25 che si registrava solitamente. E c’è chi sta peggio”. La lezione “A scuola della crisi” è iniziata: gli alunni sono tutti i protagonisti dell’economia bergamasca. 

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