BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Da Cragnotti a Grossi, Palazzo Visconti non ha pace

La dimora di Bernardino Visconti non è ancora stata ristrutturata. I lavori si fermarono nel 2001 per il fallimento della Cirio. Acquistato dalla Rea nel 2007: ma i lavori non sono stati riavviati.

Più informazioni su

Non era certo un uomo pacifico il Bernardino Visconti nato a Brignano Gera d’Adda nel 1529, al quale si ispirò con ogni probabilità il Manzoni per creare il suo “Innominato”. E il Palazzo Visconti di Brignano, parte privata, nei secoli mantiene una caratteristica: non ha mai pace. Nel giro di circa 15 anni è passato dalle mani di Sergio Cragnotti a quelle di Giuseppe Grossi, arrestato nelle ultime ore.
Era la metà degli anni ’90 quando a Brignano, di fronte a quell’immobile storico che cadeva a pezzi, si riaccese un barlume di speranza. Sergio Cragnotti e la Cirio Holding spa ritirarono tutta la dimora, intenzionati a ristrutturarla. E i lavori (ristrutturazione completa degli interni e degli esterni) partirono piuttosto velocemente, nel 1997, per procedere spediti . Si fermarono quasi improvvisamente nel 2001, quando mancavano si e no 10 mesi per chiudere completamente il recupero della struttura. Il perché stava nel fallimento Cirio, non c’erano più soldi e Palazzo Visconti finì tra le vendite giudiziarie di risanamento del gruppo. Da allora non si è più mossa una ruspa, e quei lavori che vedevano il traguardo regrediscono, sono stati divorati dal degrado.
Divorate dal degrado anche le attese, e se vogliamo le speranze, di un paese che ha un centro storico dominato dal Palazzo, una struttura che nei soli interni conta circa 9 mila metri quadri di affreschi, in circa 60 sale, e spazi esterni che vanno oltre i 20 mila metri quadrati.
Un po’ di speranze si sono riaccese nel 2007, a marzo, quando la Rea spa (inceneritore di Dalmine) ha acquistato il Palazzo all’asta giudiziaria, per circa 11 milioni di euro. Mente dell’operazione era naturalmente il proprietario unico di Rea, ovvero il patron dei rifiuti e delle bonifiche ambientali in Lombardia: Giuseppe Grossi. Lui stesso, nei mesi a seguire, ha avviato trattative con proprietari di immobili e cortili nelle vie adiacenti il Palazzo, forse pensando di poter allargare il complesso. Ma i lavori di recupero e di ristrutturazione della dimora storica non sono mai stati riavviati. Giuseppe Grossi è stato arrestato nella mattinata del 20 ottobre.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da marilena

    perchè non avete messo i commenti sull’articolo principale?