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Crisi, la ricetta di Mazzoleni “Imprese pi?? grandi e pi?? rischi” fotogallery video

Il presidente di Confindustria Bergamo alla presentazione del XIV rapporto sull'economia globale: "Torniamo a rischiare e scommettere, abbiamo dimenticato come si fa"

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“Serve rischiare, per riuscire a compiere un salto sia dimensionale sia qualitativo”. I rischi di questa fase economica sono tanti, si inseguono l’uno con l’altro da almeno un anno. Ma il presidente di Confindustria Bergamo Carlo Mazzoleni ha voluto ribaltare il concetto, intervenendo al convegno “Alla scuola della Crisi”, sull’omonimo rapporto relativo all’Economia Globale.
“Il problema non è quando usciremo dalla crisi, ma come ne usciremo – ha affermato Mazzoleni -. In questa logica continuiamo a muoverci in un’ottica che mi piace definire di “laboratorio”, ovvero di raccolta di opinioni e di segnali su tutte le sollecitazioni che mettiamo in campo con e per le nostre imprese. Ne usciranno bene, naturalmente, quelle aziende che azzeccheranno e sapranno indovinare le tipologie di prodotto sulle quali si concentrerà il mercato. Chi resterà sul vecchio pagherà un prezzo molto chiaro”.
Ma c’è soprattutto la “questione dimensionale”, che per Mazzoleni è un punto cruciale: “E’ inutile continuare a ripeterci belle cose se poi sappiamo che tante aziende italiane finiscono a confrontarci con imprese di dimensioni ben più grandi. Tutte le piccole aziende hanno un loro mercato, una loro filiera, ma se l’Italia non sarà in grado di compiere un salto per arrivare ad avere più aziende tra i 100 e i 200 dipendenti, e non sette o otto, i rischi resteranno ad aspettarci anche nella fase di ripresa".
"Credo infine che a fianco di dimensioni nuove, diverse, serva anche un salto culturale importantissimo. Stiamo dimenticando, o abbiamo dimenticato la cultura del rischio – ha proseguito il presidente di Confindustria – . Non ci è più familiare. Forse le stesse aziende si sono un po’ troppo crogiolate nel loro mercato, nelle loro nicchie. Ma è ora che tutto il sistema, non solo le imprese, tornino a saper scommettere, a rischiare. Non raccontiamoci frottole del tipo: “Teniamo la testa qui, ovvero l’innovazione, e facciamo la produzione là, ad esempio in Cina”. Sono frottole, pensiamo forse che in Cina non studino l’innovazione? Serve tornare a rischiare e saper reinvestire in azienda. Ripenso alle parole del fondatore di Wikipedia, che ha tenuto una bellissima lezione a Bergamo: lui ci ha spiegato come un mercato che sa rischiare, che è molto più dinamico, ha creato realtà come Google, Facebook, la stessa Wikipedia. Forse quello è un mercato che ha corso troppi rischi. Noi dovremmo tornare a correrne qualcuno”.

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Commenti

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  1. Scritto da Gambadeselem

    E come no ? Nel grande capitalismo italiano hanno capito da tempo e tutti che si campa molto meglio di sicure concessioni dello stato , dall’etere alle autostrade , agli aiuti ecc. ecc.