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Staffettone, un successo tra passato e futuro

Figuriamoci se la temperatura frizzante di una domenica d'autunno poteva fermare l'armata giallorossa nel giorno forse più bello di tutto il 2009, il giorno in cui è calato il sipario sulla stagione del Cinquantesimo dell'Atletica Bergamo '59-Creberg

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Figuriamoci se la temperatura frizzante di una domenica d’autunno poteva fermare l’armata giallorossa nel giorno forse più bello di tutto il 2009, il giorno in cui  è calato il sipario sulla stagione del Cinquantesimo dell’Atletica Bergamo ’59-Creberg. Tante vecchie glorie, tanti atleti di oggi e una numerosa rappresentativa dei giovanissimi delle società collegate, hanno dato vita sulla pista del campo Putti allo Staffettone dei Cinquant’anni: 400 metri a testa, accomunati dallo stesso entusiasmo e dalla stessa carica agonistica, per una giornata festosa che ricorderemo a lungo e che, visto il successo, verrà sicuramente ripetuta. Perché non sia mai detto che il tempo di oggi – soprattutto per le vecchie glorie – non possa essere migliorato con un po’ di allenamento in più nelle gambe. E perché non si potrà non dare una chance anche agli assenti, oppure a coloro che se ne sono stati in tribuna, chi bloccato da qualche infortunio più o meno immaginario, chi perché aveva ritenuto di non essere più in grado di correre se non per salire sull’autobus. E’ stata una grande festa e alla fine hanno vinto in tanti. Ha vinto Yassine Rachik, la giovane speranza del nostro mezzofondo, reduce dal bronzo ai Tricolori allievi sui 1500, che ha fatto registrare il miglior tempo assoluto, chiudendo in 54"16. Ha vinto Isabella Cornelli, la più veloce al femminile con il suo 1’03"03, anche se la giovanissima Sabrina Maggioni, ragazzina che dalla Polisportiva Brembate Sopra si appresta a indossare la maglia giallorossa, l’ha incalzata con 1’03"65. Ha vinto anche il quarantenne Ugo Piccioli Cappelli, che ha raccolto i frutti delle sue fatiche estive correndo in 56"98, tempo davvero niente male se si considerano i tanti anni di digiuno dopo i brillanti risultati giovanili sull’asse 800-1500-3000: suo il miglior tempo fra le vecchie glorie, più veloce anche del coetaneo Maurizio Federici (1’01"35), sul quale gli scommettitori avevano puntato pesante, salvo poi essere traditi – loro come il diretto interessato – dai tendini non più efficienti come ai bei tempi. Ha vinto poi anche la trentacinquenne Fulvia Ravasio, che si è sciroppata il giro in 1’12"40 e ha messo in fila le vecchie glorie al femminile. E poi ha vinto il dottor Bruno Sgherzi, che ha aperto le danze con il pettorale numero 1 prendendosi la soddisfazione di battere per una manciata di centesimi (1’25"46 contro 1’25"79) il sorprendente Dante Acerbis, che a dispetto dei pronostici è riuscito a non farsi battere da Cinzia e a non chiudere all’ultimo posto la sfida in famiglia. E’ stato bello vedere di nuovo il professionale Giovanni Zambonelli in pantaloncini, canottiera e scarpette rigorosamente chiodate (il tutto sapeva ancora di naftalina); la sempreverde Giovanna Bellini, che non invecchia mai, come Stefania Lazzaroni, Betty Birolini, Sabrina Bagattini, Monica Zanga, ma anche Ancilla Zucchinali, Nicoletta Belloli, Maria Vigani e Anna Prussiani, che tanto ci sarebbe piaciuto vedere in pista invece che semplici spettatrici… Abbiamo poi apprezzato un Pierangelo Testa in forma smagliante, come Paolo Carenzio, Gianni Perico, Marco De Martino e Saro Naso, per non parlare di quelli della prima generazione: Carlo Ghio, Dino Sestini e il mitico Beppe Covelli su tutti. A chiudere si sono trovati fianco a fianco il più grande di tutti – grande nel senso di leggendario – ovvero Vincenzo Charlie Guerini, con il suo bel carico di anni (59, mica uno scherzo), di entusiasmo, di medaglie e di Olimpiadi, e la sua ultima erede, Marta Milani, al quale il 2009 ha regalato la gioia del debutto ai Mondiali: è stato emozionante vederli a braccetto in quel giro di corsa, passato e presente al piccolo troppo, quadretto suggestivo di una giornata indimenticabile. Una giornata che è poi proseguita con un omaggio a coloro che hanno scritto più di una pagina di storia della società: lo stesso Guerini, naturalmente, ma anche Andrea Bettinelli, l’altro nostro atleta olimpico; Angelo Turani e Stefania Galbiati con il loro primato di stagioni in maglia giallorossa, 24 e 19 rispettivamente; Guido Sgherzi, decano degli allenatori; e poi Giuseppe Mostosi, il dirigente che ha traghettato la società dopo l’era Tombini negli anni più difficili; Achille Ventura, il factotum instancabile dei giorni nostri; sino al presidentissimo, Dany Eynard, l’uomo che c’era 50 anni fa, in quel magico 9 febbraio, e che oggi è ancora qui a raccogliere i frutti di quel fortunatissimo seme. Poi tutti a pranzo – esercizio decisamente più alla portata rispetto al giro di pista – per continuare a sfogliare l’album dei ricordi e per incoraggiare le ultime leve. Con una promessa: ripetere ogni anno questa giornata indimenticabile.

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