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Casa Amica è fondazione: patrimonio di oltre 12 milioni

Arriva il passaggio ufficiale, dopo l'accordo dei soci sulla trasformazione. La storia di 16 anni, il presente e i prossimi obiettivi raccontati dal presidente Massimo Monzani.

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L’Associazione Casa Amica è ufficialmente fondazione. Quella realtà ormai storica, da sempre al centro di un’edilizia di tipo sociale e solidale, inizia quindi un nuovo cammino, che la vedrà certamente protagonista nei suoi rapporti con gli enti locali e laddove ci sarà bisogno di nuove case o, per usare un’espressione ormai in voga, dove ci sarà bisogno di “housing sociale”, ovvero di case costruite con un certo spirito, e con un’etica, rivolte in via generale a chi ne ha più bisogno.

In occasione del passaggio a Fondazione ospitiamo un intervento del presidente di Casa Amica Massimo Monzani.

L’atto formale era stato sottoscritto davanti al notaio Armando Santus lo scorso 16 aprile, ma è l’8 ottobre che finalmente riceviamo la comunicazione che si sono concluse le operazioni amministrative che consentono alla Fondazione Casa Amica di vedere la luce ed avviare il proprio nuovo cammino, forte dell’esperienza e del patrimonio immobiliare costruiti nei 16 anni di lavoro e di impegno sotto la superata veste giuridica di associazione di volontariato.
La nostra Associazione nasceva nel luglio del 1993 per l’intelligente azione di uomini delle Istituzioni locali, tra i quali il Sindaco Giampiero Galizzi e gli Assessori della Provincia Michele Bettoli e Dino Magistrati, capaci di affrontare una pericolosa emergenza – centinaia di immigrati ricoverati nelle decrepite caserme della nostra Bergamo, con forti tensioni sociali, degrado sul piano della dignità umana e poderosi rischi di offrire alla malavita la disperazione di troppi – inventando uno strumento in vero dimostratosi poco costoso e particolarmente efficace.
Certamente tanto è dovuto alla figura del sacerdote Gianni Chiesa, portatore di rara sensibilità ed instancabile azione, che dell’associazione Casa Amica ne è dapprima Presidente e, subito dopo, Direttore.
Posso oggi certamente testimoniare che l’associazione è stata nella sua storia non solo sensibilità umana, impegno solidale, capacità di farsi prossimo: accanto a Don Gianni e ad altri preziosi collaboratori e volontari della prima linea  – che non cito nella certezza che la loro soddisfazione sta nel gesto generoso e non nell’encomio – si è potuto contare sull’apporto professionale di tecnici, nei diversi campi, di indubbio valore. Questi ultimi hanno conferito a Casa Amica quel tratto imprenditoriale che ne ha esaltato l’efficacia d’azione e la capacità di creare valore.
Tantissimi gli avvenimenti che hanno segnato il percorso della nostra esperienza, impossibile richiamarli tutti, belli o brutti che siano stati. Abbiamo affrontato tante situazioni di difficoltà, vissuto momenti di grande soddisfazione, goduto di attimi di esaltante sinergia con tante belle realtà del nostro territorio. Si sono sopportate critiche giuste – che non ci hanno mai infastidito, ma spronato a correggerci – ed altre un po’ gratuite, qualche volta forse alimentate dal pregiudizio. Abbiamo avuto anche significative e, scusate l’immodestia, meritati riconoscimenti per il lavoro svolto.
Veramente tante le persone che hanno voluto sostenerci, specie nelle Istituzioni pubbliche, nelle Organizzazioni sindacali dei lavoratori e dell’impresa. Abbiamo beneficiato della comprensione ed aiuto in importanti settori della finanza e del sistema bancario.
Abbiamo sognato un’infinità di progetti, meno quelli che abbiamo approfondito ed ancor meno quelli che siamo riusciti a realizzare. Sta di fatto che oggi Casa Amica ha un patrimonio immobiliare accertato di oltre 12 milioni di euro, un capitale proprio netto di poco meno di 4,8 milioni di euro, governa l’utilizzo di 258 abitazioni, in proprietà o in uso, in cui vivono in modo dignitoso e confidiamo sereno 240 famiglie (tra le quali 11 di donne sole con i loro bimbi) e 130 single (esclusivamente uomini negli alloggi di seconda accoglienza). Tutto questo ha preso l’avvio dal fondo di dotazione del lontano 1993 di 313 mila euro (o meglio seicento milioni delle vecchie lire allora in circolazione).
Nei prossimi giorni convocherò l’Assemblea dei Soci Fondatori – Provincia di Bergamo, la Curia vescovile, i Comuni di Bergamo e di Osio Sotto, la Fondazione MIA, la CISL, CGIL e UIL, la Confindustria di Bergamo, l’Associazione dei Costruttori Edili della nostra provincia, la Fondazione Banca Popolare di Bergamo – affinché provvedano alla nomina del Presidente e di sei componenti del Comitato di gestione. Convocherò anche l’Assemblea dei Soci partecipanti affinché procedano a loro volta alla nomina dei tre componenti del Comitato di gestione di loro competenza.

Massimo Monzani
(Presidente dell’Associazione Casa Amica)

 

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Commenti

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  1. Scritto da Carlo

    Chissa come è contenta la Lega…..

  2. Scritto da lauro

    Dateci i dati: quante case per quali costi! Ci sono anche le fondazioni bancarie, mentre il credito manca!