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“Area Riuniti, l’Universit?? avrebbe pagato di pi?? dei privati”

L'ex assessore Nappo: "All'Ateneo si chiedevano 1000 euro al metro quadro, con i privati si parte da una base di 658. Qualcuno sa dare spiegazioni?"

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Un’area pubblica, un pezzo di storia di Bergamo, avrebbe potuto essere venduta ad una realtà pubblica come l’Università ad un prezzo superiore di quel che potrebbero pagarla, nel prossimo futuro, i privati. Un paradosso? Forse, ma pare proprio essere la realtà. Lo fa notare l’ex assessore all’Urbanistica Luigi Nappo, in un post sul blog dell’associazione “L’Aurora”, riferendosi all’attuale area degli Ospedali Riuniti, che sarà venduta in vista del trasferimento di tutta la struttura sanitaria alla Trucca.
Nappo fa notare che la base d’asta per ritirare l’area dei Riuniti, e quindi ristrutturarla, è di 95 milioni di euro, per 129 mila metri quadrati di superficie: 736 euro al metro quadrato (sul blog vengono aggiunti erroneamente tre zeri dopo ogni prezzo indicato). La prima asta, nonostante le iniziali manifestazioni d’interesse, è andata deserta. Si tornerà in gara a partire, probabilmente, da 85 milioni di euro, ovvero con una riduzione di oltre il 10 % del punto di partenza iniziale. E in tal caso il costo al metro quadrato sarebbe di 658 euro.
Quanto avrebbe pagato l’Università di Bergamo, o meglio il ministero per l’Istruzione, l’Università e la ricerca, per comprare gli ex Riuniti?
Le prime ipotesi di campus universitario in largo Barozzi, poi tramontate, prevedevano l’utilizzo di 60 mila metri quadrati di superfici. Ventimila sarebbero stati messi a disposizione in comodato d’uso dal Comune. Il ministero dell’Università avrebbe invece acquistato 40 mila metri quadrati per…40 milioni di euro. Circa mille euro al metro quadrato. E la perizia dalla quale veniva fuori il prezzo è datata 2004. “Viene chiesto più ad un ente pubblico per localizzarci un servizio pubblico che ad un privato per farci negozi, case e uffici – fa notare Nappo -. A maggior ragione è stano il fatto che, a distanza di cinque anni, il prezzo è praticamente calato. Se, alla seconda asta, un privato dovesse aggiudicarsi l’area per 85 milioni di euro, pagherebbe il 68 per cento di quel che avrebbe pagato l’Università. Sarebbe bello se qualcuno spiegasse com’è possibile una situazione del genere”.

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Commenti

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  1. Scritto da ureidacan

    Ma come si fa a dire che l’Università avrebbe pagato di più se l’ormai ex rettore Castoldi ha sempre ribadito che l’Università non era assolutamente interessata al’acquisto dell’area ed ha fatto scadere l’opzione.

  2. Scritto da pgiannini

    Caro Ureidacan, lasciamo perdere le intenzioni di Castoldi. Era quello il prezzo stimato per la vendita all’Università o no? Nappo tira fuori numeri giusti o sbagliati??

  3. Scritto da grillo parlante

    Nappo ha ragione, quanto dice è verissimo. Quella perizia fu fatta nel momento in cui Castoldi manifestava l’intenzione per il campus universitario e per questo aveva sottoscritto l’accordo di programma con il Comune,la direzione degli Ospedali Riuniti,la Regione e il Ministero (Moratti). Tale accordo fu poi smentito da Castoldi adducendo il pretesto di non avere più i 40 mil. di euro promessi dalla Moratti.Questi non furono mai sollecitati,inoltre C. affermò che il campus era antistorico…

  4. Scritto da studenteunibg

    Castoldi si tirò indietro perchè chi doveva finanaziare l’operazione , cioè la Regione e il Ministero, non diedero più i soldi. E l’unibg da sola non poteva sostenera quella spesa e contemporaneamente tenere in piedi le tre sedi attuali. La responsabilità è della Regione e del Ministro in primis!!!