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Schianto in moto nella notte, muore un quattordicenne video

L'incidente sulla Rivierasca: il ragazzino, Giovanni Gattuso, si ?? scontrato con una Lancia Y guidata da una donna. Inutili i soccorsi.

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BORGO DI TERZO  Muore motociclista 45enne

Giovanni Gattuso, 14enne di Carvico, è morto venerdì sera a Solza (foto da terradadda) dopo esser finito con il suo scooter contro una Lancia Y guidata da una ventunenne di Bergamo mentre percorreva la Rivierasca da Capriate verso Calusco d’Adda. Erano circa le 22 e Giovanni stava tornando a casa dopo una serata passata con gli amici.
I due veicoli viaggiavano in direzione opposta, l’urto sembra avvenuto all’altezza della fiancata dell’auto. Sul posto sono arrivati 118 e polizia stradale, ma per il ragazzo, sbalzato sull’asfalto a diversi metri di distanza, non c’era più niente da fare: è morto sul colpo. Lascia nel dolore il padre Pasquale, di origini calabresi, titolare della Unoemme, un’azienda di smaltimento a Medolago, la madre Alessandra, le sorelle maggiori Barbara e Deborah e il fratello minore Davide, che frequenta la seconda media. 
E’ stata proprio la mamma tra i primi ad accorrere sul luogo dell’incidente. Schiacciata dal dolore, ha composto il numero di cellulare del marito, all’estero per lavoro. Gli ha detto di prendere il primo aereo, perché suo figlio era morto. Sul luogo della tragedia sono arrivati subito il parroco monsignor Galdino Beretta e il curato Giuseppe Delprato: in particolare quest’ultimo conosceva bene Giovanni per essere stato suo insegnante di religione alle medie.
La famiglia Gattuso abita in via Ricchetti, in una bella villa con piscina un po’ fuori dal centro abitato di Carvico. La salma è stata portata all’ospedale di Ponte San Pietro, in serata il trasferimento a casa. I funerali si terranno lunedì alle 15 nella chiesa parrocchiale di Carvico.
Giovanni frequentava la prima superiore dell’istituto Caniana di Longuelo: studiava per diventare grafico pubblicitario. Il tempo libero lo trascorreva all’oratorio, dove era conosciuto da tutti: giocava a pallone, oppure passava i pomeriggi a scherzare con gli amici. Grande tifoso del Milan, di Kakà e del suo omonimo centrocampista rossonero. Amava la techno e il wrestling, con i genitori aveva viaggiato molto: New York, l’Egitto, la casa al mare a Lampedusa. Chi lo ha conosciuto lo descive come un ragazzino vispo ma con la testa a posto: non beveva e non fumava, amava divertirsi ma senza eccessi. La sua vita trascorreva davvero tra casa e oratorio, dove adesso sono in tanti a piangerlo.

Il curato: "Era un ragazzo allegro e vivace"

Le amiche: "Aveva sempre la battuta pronta"

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