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Via libera al regolamento per le cooperative sociali

Il relatore Mario Sala (PdL): “Meno burocrazia, più libertà di azione: il provvedimento è un esempio di applicazione della sussidiarietà”. Polemica con la Lega, che ha votato contro in commissione

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La Commissione Attività produttive del Consiglio regionale ha dato il via libera al nuovo regolamento per le cooperative sociali. Il regolamento attua la legge regionale su cooperative, associazionismo e volontariato e di fatto istituisce l’Albo delle cooperative, articolato in tre Sezioni che identificano la tipologia delle cooperative relativamente alle attività e ai servizi svolti.
Rispetto all’attuale regolamentazione viene introdotta una importante novità, poiché mentre sinora una cooperativa poteva essere iscritta in una sola sezione dell’Albo, col nuovo Regolamento – se svolge attività sia di “tipo A” (servizi sociosanitari, socio assistenziali ed educativi) che di “tipo B” (attività diverse finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate) – può chiedere l’iscrizione contemporanea in entrambe le sezioni.

«Con il nuovo regolamento – commenta il relatore Mario Sala (PdL) – ci sarà più libertà di azione per le cooperative sociali, più efficienza e meno burocrazia. Le cooperative “miste” avranno la facoltà di operare con una cooperativa sola invece che con due, evitando duplicazioni di onerosi costi gestionali e amministrativi e, soprattutto, potranno personalizzare e modulare con più facilità gli inserimenti lavorativi delle persone svantaggiate. Inoltre vengono molto semplificate le modalità di presentazione delle domande di iscrizione e mantenimento nell’Albo, la cui procedura è completamente informatizzata per favorire gli adempimenti delle cooperative.»

Il regolamento

Composto da dieci articoli, il Regolamento istituisce le ripartizioni provinciali dell’Albo, attribuendo alla Regione il compito di assicurare l’omogeneità di gestione delle ripartizioni provinciali. Articolato in tre
sezioni, l’Albo identifica la tipologia delle cooperative che ne richiedono l’iscrizione relativamente alle attività e ai servizi svolti. Rispetto all’attuale regolamentazione, viene introdotta un’ importante novità:
mentre prima una cooperativa poteva essere iscritta in una sola sezione dell’Albo, col nuovo testo si ha la possibilità di iscriversi in più sezioni. La sezione A riguarda principalmente le cooperative sociali che
gestiscono servizi socio sanitari, socio assistenziali educativi, di istruzione e turismo sociale; la sezione di tipo B comprende cooperative che si occupano di attività agricole, industriali, artigianali, commerciali
o di servizi che operano col fine di inserire nel mondo del lavoro le persone svantaggiate; la sezione di tipo sezione C riguarda infine i consorzi con una compagine sociale composta per almeno il 70 per cento da cooperative sociali iscritte all’Albo regionale.

I fatti in Commissione

Prima della votazione, il capogruppo della Lega Nord Stefano Galli aveva chiesto di rinviare la discussione per consentire un approfondimento ulteriore. La richiesta è stata però respinta perché, è stato fatto notare dal relatore Mario Sala (Pdl), il provvedimento è oggetto di valutazioni a
vari livelli da diverso tempo.

Il regolamento ha quindi ricevuto parere favorevole col voto dei consiglieri PdL, PD e Verdi, contraria la Lega, astenuti Dionigi Guindani (Centro sinistra per la Lombardia), Riccardo Sarfatti (Pd) e Osvaldo Squassina (Sinistra per Unaltralombardia).

Di seguito il commento del relatore Mario Sala

Nell’esporre questo provvedimento alla Commissione attività produttive, in quanto relatore anche della legge lombarda sulla competitività, ho desiderato segnalare con convinzione che le cooperative sociali sono certamente “imprese” e come tali devono poter beneficiare dello sforzo che la Regione sta compiendo per sburocratizzare e semplificare i rapporti fra imprese e pubblica amministrazione: ecco perché il nuovo regolamento semplifica di molto le modalità di presentazione delle domande e di
iscrizione e mantenimento all’Albo (requisito necessario per accedere a tutti i benefici previsti per le cooperative sociali), la cui procedura è completamente informatizzata per favorire gli adempimenti delle
cooperative.
Se il principio di sussidiarietà consiste nel mettere i soggetti sociali in condizione di poter rispondere, nel modo e secondo i criteri che provengono dalla loro viva esperienza ideale, qual essa sia, ai bisogni che incontrano, ecco che ogni maggior libertà nell’operare deve essere salutata con favore. Chi conosce bene la passione e lo spirito di servizio all’uomo concreto che servono per dar vita a un’impresa sociale, frutto autentico di creatività e di efficienza “lombarda”, apprezzerà il provvedimento.
Peccato che “i lumbard” della Lega Nord, in commissione, abbiano votato contro. Sono lombardo da generazioni e “noi lombardi” abbiamo sempre considerato “lombardo” chi lavora, senza guardare la carta d’identità, la provenienza o lo stato di salute. Viva quindi le cooperative sociali che
assistono e fanno lavorare nelle loro imprese migliaia di disabili, “lombardi” come me.

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