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La Forestale sequestra una scimmia

L'animaletto era tenuto in un appartamento da una famiglia tunisina, senza i permessi di legge. E' stata trasferita in un centro in Piemonte.

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Di tutti i sequestri, quello effettuato dalla Forestale di  Curno e Sotto il Monte è certamente uno dei più strani degli ultimi tempi. Gli agenti hanno infatti trovato alla Marigolda nientemeno che una scimmia, denunciando a piede libero i suoi carcerieri: padre, madre e figlio di una famiglia tunisina residente a Curno. L’animaletto, un esemplare appartenente alla famiglia dei Cercopitecidi (nome comune “bertuccia”, nome scientifico Macaca sylvanus) era infatti detenuto illegalmente in uno stabile dove gli uomini della Forestale, in seguito a segnalazioni  di odori e rumori sospetti,  hanno effettuato un controllo. Grande è stato lo stupore quando hanno trovato la scimmietta di sesso maschile e dell’età di circa 11 mesi, in buone condizioni di salute, ma sprovvista di specifica documentazione prevista dalle normative CITES (Allegato B del Regolamento CEE n. 338 del 1997) riguardante la provenienza e  l’eventuale nascita in cattività. 
L’animale, i cui esemplari allo stato selvatico sono diffusi  nell’Africa settentrionale  e vivono tra le foreste di cedro e querce dell’Atlante in Marocco ed Algeria, è compreso anche nell’elenco del Decreto del Ministero dell’Ambiente del 19-4-1996 ed è considerato una specie pericolosa per la salute e l’incolumità pubblica, pertanto  la detenzione doveva essere autorizzata dalla Prefettura, previo parere della ASL, per la verifica dell’idoneità della struttura adibita a custodia dell’animale.
In assenza delle prescritte ed obbligatorie autorizzazioni alla detenzione prevista dalla legge n. 150 del 1992, la scimmia è stata sequestrata e trasferita in Piemonte presso una struttura autorizzata dal Ministero dell’Ambiente in attesa delle determinazioni dell’Autorità giudiziaria e delle indagini della Forestale che dovrà  stabilire se proviene dalla nascita in cattività oppure è stata prelevata in natura e  soprattutto se  risulta indenne da malattie trasmissibili all’uomo. I componenti della famiglia tunisina , regolari con il permesso di soggiorno, dovranno rispondere di detenzione illegale di animali esotici e rischiano fino a 30.000 euro di ammenda.
 

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