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Focus sul diabete alla clinica Castelli

Sabato 17 ottobre l???Unit?? operativa di Diabetologia apre le porte alla cittadinanza, in particolar modo agli studenti per mostrare come viene affrontata la malattia diabetica.

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Sabato 17 ottobre, dalle 9 alle 16.30, l’Unità operativa di Diabetologia della Clinica Castelli apre le porte alla cittadinanza, in particolar modo agli studenti, per mostrare come viene affrontata la malattia diabetica e come il paziente viene messo al centro della cura, seguito nella sua globalità, nell’aspetto clinico, sociale e psicologico.
Gli ospiti, guidati dal responsabile dell’Unità operativa di Diabetologia, dottor Vittorio Bertone e dagli specialisti della Clinica Castelli, potranno seguire il percorso compiuto dal paziente, visionando gli strumenti utilizzati per la diagnosi e la terapia del diabete e delle sue complicanze.
L’evento, organizzato nell’ambito della VII Edizione di BergamoScienza 2009, è rivolto, nella sua prima parte dalle 9 alle 11, ai ragazzi delle IV e V scuole secondarie di secondo grado, e al pomeriggio, dalle 14.30 alle 16.30, a quanti sono interessati a conoscere da vicino la patologia diabetica (max 30 persone, solo su prenotazione, on line sul sito www.bergamoscienza.it oppure telefonando a llo 035.221581, da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 18). La durata della visita guidata è di 1 ora. Tutte le informazioni sul sito www.bergamoscienza.it.
Nell’occasione, sarà distribuito gratuitamente a tutti i partecipanti l’Educational “Il Diabete. Conoscerlo bene per combatterlo meglio”, opuscolo informativo di informazione sanitaria, edito dalla Clinica Castelli.
Considerata una delle malattie più invalidanti, il diabete può provocare, se non riconosciuto in tempo, una serie di complicanze anche gravi che possono compromettere una vita lunga e sana.
Il diabete mellito, che si distingue per la cronica iperglicemia, si sta diffondendo in modo tale da indurre l’Organizzazione Mondiale della Sanità a parlare di “epidemia diabete”.
Nel 2000 erano circa 170 milioni i diabetici nel mondo; se la tendenza epidemiologica non si modificherà, nel 2030 i malati raggiungeranno i 360 milioni.
I dati raccolti sono preoccupanti, considerando anche l’aumentata incidenza di obesità, strettamente correlata al diabete, che tende ad aggravare questa situazione già critica: nei Paesi occidentali (i più colpiti dalle malattie dismetaboliche), si calcola un aumento del 54% di persone diabetiche, una percentuale che sale fino all’80% per gli over-65.
In altre regioni del mondo, soprattutto Asia e Medio-Oriente, l’incremento sarà ancora maggiore, provocato e aggravato da stili di vita debilitanti.
È facile intuire che una situazione così grave determinerebbe costi economici e sociali spaventosi, per non parlare dell’enorme sofferenza umana che la popolazione mondiale dovrebbe sopportare. E il prezzo da pagare rischia di salire, a causa delle serie complicanze portate da un diabete troppo spesso sottovalutato che colpisce soprattutto gli occhi, i reni, il cuore, i vasi sanguigni, gli arti inferiori (particolarmente i piedi) e l’apparato riproduttivo.
“La gestione e la cura di malati cronici come i diabetici – spiega il Dr. Vittorio Bertone – richiedono una profonda trasformazione del modello assistenziale, spesso organizzato per garantire un’adeguata assistenza ai soli pazienti acuti, la cui guarigione è possibile in tempi relativamente rapidi”.
Oltre ad essere in crescita, il diabete rappresenta una malattia sottovalutata e poco controllata. Da qui la necessità di trovare un approccio assistenziale innovativo ed efficace, che renda consapevole prima di tutto il paziente stesso.
“Il diabete mellito – afferma il Dr. Bertone – è una malattia cronica che altera gli equilibri organici, psicologici e sociali, costringendo il paziente a crearsi un nuovo ordine psicofisico per convivere con la malattia e non rinunciare ad una vita ‘normale’.
La buona riuscita della terapia non dipende più solo dall’abilità del medico o dall’efficacia di un farmaco, ma soprattutto dalla consapevolezza che il paziente ha della propria condizione e dalla capacità di acquisire e mantenere un nuovo stile di vita”.

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Commenti

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  1. Scritto da Ezio

    Io oggi ho partecipato all’evento e vorrei fare i miei complimenti al dott. Bertone e a tutti i dottori, dott.sse, infermieri e tecnici che sono stati esaustivi, disponibili e molto molto accoglienti. Grazie per aver approfondito e voluto divulgare alcuni aspetti di questa grave malattia che, purtroppo, mi affligge da anni. Grazie per l’umanità e l’attenzione. Ezio

  2. Scritto da Marco Cimmino

    Purchè non usino me come testimonial..ahahahah! Scherzi a parte, Bertone è un diabetologo davvero bravo, la sua squadra è umanamente e professionalmente valida e il diabete è un nemico subdolo e poco conosciuto. Le iniziative per informare i giovani sono assolutamente meritorie: è scegliendo uno stile di vita sano fin da giovani che si può sconfiggere il diabete ( così come molte altre patologie, metaboiliche e non). Bene.