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Dopo Busto, l’Abruzzo negli interessi dei Rinzivillo

Il clan gelese, protagonista di una vasta operazione anti-mafia nel 2006 che investì anche diversi esponenti residenti a Busto Arsizio, ritorna a fare affari nella ricostruzione post-terremoto. E i nomi sono sempre quelli

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Che la mafia potesse infiltrarsi tra le aziende impegnate a ricostruire le case in Abruzzo già si sapeva, ripetuti gli allarmi da parte di tutti gli organi istituzionali per evitare che questo potesse succedere e, invece, è accaduto. A finire sotto la lente di ingrandimento della Dia e della Procura de L’Aquila – scrive il Corriere della Sera on line –  è una vecchia conoscenza della zona del Basso Varesotto, il clan gelese dei Rinzivillo che negli anni scorsi è stato oggetto di grandi operazioni anti-mafia che avevano svelato anche le trame d’affari presenti attorno all’area di Busto Arsizio, soprattutto nel campo dell’edilizia.

A eseguire alcuni lavori in sub-appalto nei cantieri di Bazzano era la Igc (Impresa generale costruzioni di Gela) capeggiata da personaggi riconducibili ai Rinzivillo. Il 14 agosto l’azienda che aveva vinto l’appalto principale aveva chiesto l’autorizzazione per delegare alla Igc «l’esecuzione di lavori specializzati di realizzazione di muri di sostegno» per un totale di 159 mila e 300 euro. Il via libera dal Dipartimento della Protezione civile arriva l’11 settembre, ma nel frattempo la ditta ha già avviato l’attività, come è stato accertato dalla Dia. Sul cantiere gli investigatori avevano trovato, tra le maestranze impegnate nella celere ricostruzione delle case, ben 13 pregiudicati su 26 lavoratori.

Nell’elenco consegnato alla procura spicca anche il nome di un’altra vecchia conoscenza del Basso Varesotto: tale Gianluca Ferrigno, nipote di Angelo Bernascono, uomo di fiducia della famiglia Rinzivillo, attualmente collaboratore di giustizia. È stato assunto dalla ditta Igc con contratto a tempo indeterminato e qualifica professionale di assistente edile (geometra). Ferrigno rientrava tra i 35 assolti, per insufficienza di prove, all’interno del processo "Tagli Pregiati"  nel quale vennero coinvolti decine di esponenti del clan che vivevano a Busto Arsizio, tra i quali Ferrigno. Tra gli amministratori della Igc, infine, spicca tale Rocco Mondello che nel 2004 risultava essere socio della socie­tà Immobiliare Orchidea, con sede a Lonate Pozzo­lo, in provincia di Vare­se. L’azienda è stata sottoposta nel 2006 a sequestro preventi­vo per ordine del tri­bunale di Caltanis­setta per aver messo in atto azioni tese a reperire, anche trami­te minacce, lavoro con il quale coprire i reali interessi come fal­se fatturazioni ad impren­ditori consenzienti o meno, garantendo agli stessi e all’organizzazione mafiosa ingenti guadagni che servivano a fi­nanziare i detenuti e i loro fa­miliari come nel caso di Antonio Rinzivillo e della moglie.

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