BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Per il futuro ho molti altri sogni “infantili”

Roby Piantoni aveva un sito Internet sul quale ha lasciato i ricordi delle sue scalate e un lungo profilo di s?? stesso.

Più informazioni su

L’alpinista Roby Piantoni, scomparso in Tibet, aveva un sito Internet sul quale ha lasciato i ricordi delle sue scalate, tante foto e un lungo profilo di sè stesso. Pubblichiamo di seguito quel profilo che si chiude con un inno a sognare e a proseguire lungo la propria strada per realizzare tanti "sogni infantili". Da www.robypiantoni.it

"Nato nel 1977, ho sempre vissuto in un ambiente di montagna, che inevitabilmente e nella maniera più naturale mi ha portato ad essere un appassionato di montagna, dell’aria aperta, della fatica, della neve, della roccia e di tutto quello che la montagna può offrire. Fin da piccolo mi è sempre piaciuto camminare nella neve, anche alta, con la faccia e la mandibola quasi addormentate dal freddo, oppure svegliarsi al mattino presto e camminare nei prati ancora umidi…
A 20 anni (ottobre 1997) ho passato la selezione per accedere al “corso per aspirante Guida Alpina”. Il corso si è rivelato mooolto impegnativo sia a livello economico che a livello fisico-mentale: è durato circa 110 giorni diluiti in due anni (tra il 1998 e il 1999). Una vera e propria “università itinerante della montagna” con tantissimi esami pratici in varie discipline (roccia, sci, sci-alpinismo, ghiaccio e alta montagna) ed altrettanti esami teorici (orientamento, marketing, nivometeorologia, aspetti medici, meteorologia, etc.) seguiti da un lungo periodo di praticantato. Il 2003 è stato per me un anno estremamente significativo per due motivi: finalmente, dopo altri 7 giorni d’esame pratico in primavera, 7 in autunno e uno teorico nella sede della reg. LOMBARDIA a Milano, ho ottenuto il tanto sospirato diploma di GUIDA ALPINA, MAESTRO DI ALPINISMO. L’altro fatto importante è la scalata, il giorno 20 luglio, del mio primo 8000 !  il Gasherbrun 2, una bellissima montagna Pakistana dalla forma piramidale quasi perfetta.
Dal 2003 in poi ho deciso che la mia vita si doveva svolgere in montagna ! …purtroppo però ci sono momenti, come questi, che ti ritrovi al computer e mooolto lentamente cerchi di scrivere qualcosa di te stesso, qualcosa che magari per tua natura, per la natura di tutte le persone di montagna un po’ “gnucche”, stenta ad uscire dalla testa, spostarsi sulle punte delle dita che battono ad un ritmo stentato su quest’antipatica tastiera!
Comunque sia, come per tutti, ci sono momenti di lavoro e momenti di svago. Ho però la fortuna di poter dire che spesso mi diverto lavorando, accompagnando gente in montagna, insegnando lo sci fuori pista o le attività di montagna o, ancor più impegnativo e gratificante, intraprendere viaggi o trekking con dei clienti che inevitabilmente diverranno, alla fine di una bella avventura, amici veri ! Nella primavera del 2004 parto per il campo base del K2 con un numeroso ma affiatato gruppo di trekker, lungo la famosa valle del Baltoro (Pakistan).
Un’esperienza bellissima e forte che m’ha spinto ad organizzare un altro trekking nell’ottobre 2005, questa volta al campo base della montagna più alta del mondo, l’Everest, e sulla cima dell’Island-Peak, una bellissima montagna di 6186 m ai piedi della sud del Lhotse.
Il gruppo, seppur piccolo (6 compreso io) era vivacissimo e molto “casinista”: in un pub a Nanche Bazar c’è stato un duello a carambola…all’ultimo  colpo di stecca, a Temboche (3800 m) una sfida “Italia-Monaci Buddisti” a pallavolo e a Periche, oltre i 4000 m, una partita di calcio “Italia-Nepal” giocata sul filo della regolarità e vinta dalla nazionale ospite 15 a 14…solo grazie ad una superiorità tecnica di una nostra giocatrice (!?).
Nell’autunno 2004 e in primavera 2005 ho organizzato e partecipato a due spedizioni alpinistiche, rispettivamente al Manaslu (8163 m, Nepal) e al Broad-Peak (8048 m, Pakistan). Nel 2006 ho coronato un sogno infantile, una di quelle cose che pensi da piccolo…e poi ti capita che durante la vita la realizzi: scalare l’Everest, la montagna più alta di questo pianeta, senza l’uso di bombole d’ossigeno! Ogni sera e ogni mattino il mio cervello rivive quegli attimi in cui arrivo sul tetto del Mondo!
Non ho molto da dire, o meglio, non ho molto da scrivere. Più bello è sicuramente vivere delle esperienze, e raccontarle poi con tranquillità e amicizia a persone che capiscono guardando i tuoi occhi le sensazioni che provi, ma soprattutto…riescono a guardare con i tuoi occhi ! E nel Futuro? …ci sono molti altri sogni infantili da realizzare!"

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.