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“Giro di Lombardia”, ultima chiamata per gli italiani

Sabato Varese ospita la partenza dell'ultima classica della stagione. Azzurri ancora a secco nel 2009 nelle corse più importanti. Basso ci sarà, Garzelli costretto al forfait

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damiano cunegoSarà ancora una volta Varese a ospitare la partenza del 103° Giro di Lombardia, l’ultima delle "classiche monumento" del ciclismo internazionale che si disputa sabato 17 ottobre con lo start in via Sacco e l’arrivo sul lungolago di Como dopo 242 chilometri di corsa tutt’altro che facile.
Un "Lombardia" atteso giocoforza da tutto il pedale tricolore e non per buoni motivi. L’Italia infatti in questo 2009 non ha ancora vinto alcuna delle grandi prove internazionali; l’unico successo di grande rilievo è arrivato nella Freccia Vallone conquistata da Davide Rebellin, ma il veneto è come noto sub judice per la vicenda di doping in cui è stato coinvolto.
Persa dopo tre anni anche la maglia iridata, la classica "delle foglie morte" è dunque l’ultima chiamata per il movimento italiano che rimane ad altissimo livello nel panorama mondiale ma che rischia di non raccogliere nulla a fronte di tanta semina.
Anche per questo i nostri atleti sono attesi in forze alla partenza di Palazzo Estense: c’è praticamente tutto la nazionale, scottata dall’insuccesso di Mendrisio, con purtroppo l’eccezione di Stefano Garzelli. Il besanese si è ammalato di brutto dopo una kermesse in Spagna (vinta da Basso), ha provato a recuperare saltando Giro dell’Emilia e altri appuntamenti intermedi, ma non ha recuperato la condizione necessaria a un impegno di questa portata.

Ci saranno invece gli altri campioni più celebrati del panorama azzurro. Cunego (foto, alla partenza del 2008) è il detentore e ha vinto tre volte negli ultimi cinque anni, Ballan vuole lasciare la Lampre nel modo migliore, Pozzato cercherà di onorare la maglia tricolore, Visconti cerca di mettere a frutto una condizione mai così brillante. E poi c’è Ivan Basso, giunto quasi al termine di una stagione massacrante che gli ha dato diverse certezze ma un solo successo, quello del Giro del Trentino. Ivan sarà ancora all’attacco ma il percorso non pare adatto alle sue caratteristiche con Civiglio e San Fermo – strappi brevi, intensi e seguiti da discese non facili – a fare da giudici alle porte di Como.
Non bastasse, al "Lombardia" sono tanti i campioni stranieri pronti ad assestare la zampata: il campione del mondo Evans guida la Lotto su strade che ben conosce, con al suo fianco Gilbert (strepitoso anche al Giro del Piemonte); Vinokourov e Brajkovic lanciano la sempre pericolosa Astana mentre Samuel Sanchez e Joaquim Rodriguez (foto) sono gli spagnoli più in vista. E ancora Kolobnev, Gesink (spettacolare in Emilia), Kirchen, Wegmann e tanti altri sono atleti da tenere d’occhio sul percorso che costeggerà a lungo il Lario tanto più che è dal 2000 (Rumsas) che non vince uno straniero.

Senza Garzelli – bravo lo scorso anno – il ciclismo varesino si affida al solito Basso che però non sarà l’unico al via tra i portacolori locali. Con la sua Liquigas ci sarà anche Ivan Santaromita mentre Paolo Bailetti veste per l’ultima volta la maglia della Fuji (passerà con Girardi nella Flaminia di Fumagalli). Sono comunque lontanissimi i tempi di Alfredo Binda che con quattro vittorie è secondo solo a Fausto Coppi e che ha sempre amato la corsa autunnale. Varese come noto ha un tabù da sfatare visti i tanti podi senza successi negli ultimi trent’anni: ci hanno provato Chinetti, Panizza, Contini, Chiappucci, Nardello, Frigo e Basso, tutti arrivati a un soffio dal successo. Vero anche che, a fine stagione, le sorprese sono sempre in agguato: per questo vale la pena fare un salto alla partenza e poi, per chi non potrà essere sul percorso, mettersi in poltrona davanti alla tv. A 103 anni il "Lombardia" ha ancora un fascino intatto.

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