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Domenica festa di chiusura del Cinquantesimo

Domenica mattina, al campo sportivo Putti di Bergamo, una maxi staffetta metterà infatti di fronte gli atleti di oggi con quelli di ieri, dell'altro ieri e di domani. Un giro a testa, 400 metri per tornare ad assaporare emozioni sopite.

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Tutto era cominciato il 9 febbraio, il giorno in cui, 50 anni prima, in una piccola sala all’ultimo piano della Borsa Merci, l’Atletica Bergamo aveva visto ufficialmente la luce: una cerimonia semplice, presenti atleti di ieri e di oggi, ma anche tecnici e dirigenti, per spegnere le fatidiche 50 candeline e dar vita così alla serie di manifestazioni celebrative del primo mezzo secolo di vita della società. Manifestazioni non faraoniche, nonostante l’importanza della ricorrenza, ma cariche di significato pur nella loro semplicità, come è sempre stato lo spirito del club giallorosso presieduto da Dany Eynard, che preferisce la concretezza al fumo, cioè dare la parola ai risultati anzichè alle chiacchiere, vincere titoli tricolori a ripetizione in pista anziché avere un titolo in più su un giornale. Ecco allora succedersi la prima prova del Grand Prix nazionale di marcia a Villa d’Almè il 15 marzo, con la presenza di tre nazionali cinesi e il vittorioso show dell’azzurro Giorgio Rubino (poi miglior italiano ai Mondiali di Berlino con il 4° posto nella 20 km); quindi il Meeting del Cinquantesimo del 27 giugno, che un violento acquazzone ha provato a rovinare senza però riuscirci, visto che partecipazione e risultati tecnici non sono mancati; e poi la riuscita sottoscrizione del Cinquantesimo, che ha distribuito biglietti e premi un po’ in tutta Italia.
Adesso siamo all’ultimo atto, forse il più atteso da chi, almeno una volta, ha indossato la maglia della società. Domenica mattina, al campo sportivo Putti di Bergamo, una maxi staffetta metterà infatti di fronte gli atleti di oggi con quelli di ieri, dell’altro ieri e di domani. Un giro a testa,
400 metri per tornare ad assaporare emozioni sopite ma anche il semplice piacere, per chi oggi ha i capelli bianchi, nel condividere con gli ex compagni e con gli eredi l’amore comune per l’atletica. E per chi ne ha raccolto il testimone, e oggi cerca la stessa o maggior gloria su e giù per l’Italia, l’orgoglio di appartenere a una società che, grazie anche a chi gettò il seme 50 anni fa e ne difese i colori nelle prime improvvisate riunioni, è diventata la prima in Italia. Che sia prima lo dicono i risultati, perché nessuna è riuscita – come ha fatto l’Atletica Bergamo ’59-Creberg quest’anno – a raggiungere la serie A nel campionato di società su pista con tutte e 6 le proprie squadre: Allievi, Under 23 e Assoluta, maschili e femminili. Senza dimenticare i tre scudetti conquistati su tre fronti diversi(assoluto indoor, assoluto di cross e su pista Allievi), i 9 titoli italiani individuali, le 14 maglie azzurre e le altre vittorie di prestigio centrate dagli atleti cresciuti nelle file giallorosse e oggi in forza a club militari, che continuano però a gareggiare con una seconda maglia – quella giallorossa appunto – sotto quella del proprio club.
Appuntamento quindi per domenica al campo Francesco Putti (ex Coni) dalle 9.30. Si comincerà con la sfilata dei giovani atleti delle undici società satellite, quelle che ogni anno fanno crescere decine di ragazzini per poi dirottarli nella società madre quando salgono di categoria. Quindi, alle 10.30, la maxi-staffetta, nella quale si sfideranno tre squadre: una composta da ex (atleti, dirigenti e tecnici), una dagli atleti di oggi e una dai ragazzini delle società satellite. E già tante vecchie glorie hanno preannunciato che non si faranno scappare l’occasione di tornare a infilarsi le scarpette chiodate. Terminata la staffetta, spazio all’acclamazione dei capitani giallorossi del "mezzo secolo" e poi l’immancabile pranzo sociale, per una giornata che si preannuncia indimenticabile, a chiusura della stagione agonistica in assoluto più esaltante della storia giallorossa

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