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Cromo esavalente, il cerchio si stringe

In corso le analisi per individuare le fonti di contaminazione. Un'azienda di Verdellino avvia i prelievi sulla sua area, l'Arpa fornirà i dati entro fine mese. Interrogazione dei Verdi sul caso di Gazzaniga.

La caccia al cromo esavalente nella Bassa continua senza sosta. Mercoledì mattina si è riunita la conferenza dei servizi dei comuni di Arcene, Ciserano e Verdellino: seduti al tavolo, insieme a Arpa, Regione, Provincia e Uniacque c’erano anche i responsabili della Cromoplastica di Verdellino, al momento "osservata speciale" per quanto riguarda la contaminazione della falda. Non c’è invece nessun rischio, giova sottolinearlo, per l’acqua potabile. 
E’ bene specificare che, a quanto sembra, il problema non riguarda lo stabilimento. Non ci sono infatti tracce di dispersione della sostanza dagli impianti, che sono stati rimessi a nuovo dalla proprietà attuale, subentrata nel 1997. A preoccupare sono piuttosto eventuali vecchi residui filtrati nel sottosuolo: una malridotta vasca di scarico sepolta chissà dove, oppure materiale smaltito in modo non corretto.
Per sgombrare ogni dubbio, l’azienda ha presentato il piano di caratterizzazione dell’area: saranno effettuati a breve prelievi in profondità tramite due piezometri. I tempi sono stretti: i risultati dovranno essere comunicati entro trenta giorni al tavolo tecnico formato dai vari enti. Parallelamente, continua il lavoro dell’Arpa per scoprire l’esistenza di altre eventuali fonti di inquinamento. Il cromo esavalente scoperto quest’estate resta infatti al momento un mistero: mentre si cerca di verificare l’ipotesi Cromoplastica, si indaga anche in altre direzioni, anche perché le sorgenti contaminanti potrebbero essere più d’una. Gli occhi sono puntati in particolare sulla zona dell’ex Invernizzi a Ciserano, dove il livello del cromo, in fondo a un pozzo agricolo, ha superato i 600 microgrammi per litro (la soglia di legge per l’acqua di falda è di 5).
"Abbiamo chiesto che le analisi sui circa novanta pozzi siano completate in fretta, a cominciare da quelle riguardanti l’ex Invernizzi – ha spiegato il sindaco di Verdellino Giovanni Bacis – le risposte, ci hanno promesso, dovrebbero arrivare entro fine ottobre".
Intanto il cromo esavalente fa rumore anche in Valseriana. A Gazzaniga, come riferito da Bergamonews, la sostanza tossica fu scoperta due anni fa in concentrazioni molto elevate: addirittura 1300 microgrammi in fondo a un pozzo privato. Sul caso il consigliere regionale dei Verdi Marcello Saponaro ha depositato un’interrogazione urgente in Regione in cui chiede conto della vicenda. "Se tutti sapevano dal 2007, perché non è stato fatto nulla?" si chiede Saponaro. Una bella domanda, cui qualcuno dovrà dare risposta.
"L’Arpa da tempo inoltre ha avviato monitoraggi – osserva Saponaro –  la Regione ha il compito di vigilare sulla questione cromo non solo nella bassa bergamasca ma anche nel resto del territorio. Occorre un controllo approfondito per individuare le fonti. Senza creare allarmismi, è doveroso mantenere alta l’attenzione sulla presenza di cromo nelle falde”.

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