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Alpinismo orobico in lutto, Roby Piantoni muore in Tibet “E’ bello vivere esperienze” fotogallery

Lo scalatore di Colere, 32 anni, ha perso la vita durante la spedizione sullo Shisha Pangma. Era partito a met?? settembre. Marted?? le ultime notizie sul suo sito.

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"Non ho molto da dire, o meglio, non ho molto da scrivere. Più bello è sicuramente vivere delle esperienze, e raccontarle poi con tranquillità e amicizia a persone che capiscono guardando i tuoi occhi le sensazioni che provi, ma soprattutto…riescono a guardare con i tuoi occhi!"

                                                                                                                            Roby Piantoni

L’alpinismo orobico è di nuovo in lutto. Roby Piantoni, scalatore 32enne di Colere, è morto in Tibet mentre risaliva con una spedizione la parete sud dello Shisha Pangma, quattordicesima montagna più alta della terra. Quelle che riportiamo in alto al testo sono le parole che aveva usato su facebook, per aprire la sua "pagina fan".
Roby Piantoni era partito con gli altri bergamaschi Marco Astori e Yuri Parimbelli a metà settembre: martedì 13 ottobre aveva dato le ultime notizie di sé sul suo sito, poi più nulla. Fino alla tragica telefonata giunta dal Tibet nella notte. La tragedia si è verificata attorno alle otto del mattino ora locale, quando in Italia erano circa le 3.
Con il passare delle ore si è delineata la dinamica della tragedia. Il gruppo di alpinisti, dopo aver tentato di scalare la parete sud per una nuova via, ha deciso di rinunciare e di rientrare al campo base per via delle proibitive condizioni meteo attraverso il percorso tradizionale, la cosiddetta via degli inglesi. A un certo punto, mentre percorrevano un tratto con corde fisse, Piantoni è scivolato. "Probabilmente è stato il cedimento di un rampone o di una corda a tradire l’esperto alpinista, che è precipitato nel vuoto per quasi seicento metri. Piantoni era l’ultimo a scendere ed era il più in alto sulla parete – ha spiegato il presidente del Cai Paolo Valoti – Parimbelli e Astori se lo sono visti cadere a pochi centimetri. Superato lo choc, si sono calati in basso per recuperare il corpo: ne hanno constatato il decesso e poi lo hanno messo al riparo in un crepaccio, tornando poi al campo base posto a oltre 5.000 metri di altitudine. Ora aspetteranno l’arrivo dei portatori del luogo, per tentare di recuperare il cadavere". Non succederà prima di due giorni (tanto ci vuole per completare il cammino fino a Katmandu), a meno che venerdì non riesca ad arrivare in quota un elicottero. 
Il padre di Roby Piantoni, Livio, aveva subìto lo stesso tragico destino: caduto durante una spedizione in Perù, sul Pukajirka nel 1981 con altri due bergamaschi, il suo corpo non fu mai recuperato. Per il Cai è nuovamente il momento del dolore: l’estate scorsa, il 12 luglio, avevano perso la vita altri due figure note dell’alpinismo bergamasco, entrambi istruttori Cai: Alberto Consonni, 65 anni di Pedrengo, e Ferruccio Carrara, 47 anni di Nembro.

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Commenti

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  1. Scritto da Noi siamo quello che facciamo

    ” Ti accorgi quindi che i sogni che avevi da bambino sono proprio difficili da realizzare, ma ti resta comunque una promessa da mantenere, una parola data a quel “io piccolo” che ti ha salutato alcuni anni fa. Bene, il mio “io piccolo” voleva andare in montagna, voleva scalare e voleva salire in alto. …. ”
    Casa Pound Italia Bergamo
    china il capo.

  2. Scritto da x

    sulle orme di papà livio

  3. Scritto da Francesco

    Muore giovane chi è caro agli Dei.

  4. Scritto da psycho

    amavi la montagna, ora sei parte di essa. Ciao Roby

  5. Scritto da julius

    in occasioni come queste non ci sono parole……..
    grazie roby

  6. Scritto da roberto bezzi

    volevo lasciare qualcosa, gli ho dedicato signore delle cime, da fb sulla mia pagina, è poco ma da lassù apprezzerà