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“E’ quello che sogniamo per far rivivere il Grand Hotel”

Vittorio Milesi: "Se si potesse riaprire il casin?? il Grand Hotel diverrebbe economicamente vantaggioso: i soldi per sistemarlo qualche imprenditore li metterebbe".

Il casinò nel Grand Hotel? Il via libera alla casa da gioco in un albergo di lusso? Magari. E’ la risposta di Vittorio Milesi, vicesindaco di San Pellegrino e presidente della società del Grand Hotel (95% del Comune 5% della Provincia di Bergamo), quella che si sta occupando della ristrutturazione dell’albergo liberty che col suo casinò diede fama e lustro alla cittadina termale.
In effetti, spiega Vittorio Milesi, "per ora abbiamo soltanto ristrutturato le facciate del Grand Hotel (nella foto Pieroweb) e proprio l’altro giorno il Consiglio di amministrazione della società ha approvato il secondo lotto di interventi per 18 milioni e mezzo di euro, necessari a consolidare la struttura e sistemare il piano rialzato. Già dobbiamo recuperare i soldi per questo lotto, poi ne serviranno altrettanti per concludere i lavori e, nel caso, per allestire nel sottotetto il casinò".
Mancano i finanziamenti,e non è una novità, ma il decreto legge Brambilla che prevede la possibilità di aprire case da gioco in tutti i comuni purché in hotel di lusso, porterebbe la boccata d’ossigeno che qui si aspetta: "A quel punto il Grand Hotel diverrebbe appetibile ed economicamente vantaggioso, i soldi per sistemarlo qualche imprenditore li metterebbe di sicuro".
A proposito di imprenditori chi ha già scommesso su San Pellegrino è Antonio Percassi con il quale peraltro esiste un accordo sulla gestione del piano rialzato del Grand Hotel. Percassi è intanto alle prese con  il suo mega intervento che comprende le terme, un hotel a sette stelle e un’area commerciale: anche qui si è un po’ in ritardo sulla tabella di marcia. Il vincitore del concorso, Dominique Perrault, ha presentato il progetto a fine luglio, ma c’erano dei punti da sistemare, anche problemi legati alle sorgenti dell’acqua. Quindi ora l’architetto sta rivedendo il disegno: dovrebbe consegnarlo entro metà novembre al massimo: "Dovrebbero però partire prestissimo i lavoro per le fondazioni e il parcheggio: dureranno un anno almeno. Ma così ci si può portare avanti", conclude il vicesindaco. Avanti nella speranza che l’agognato casinò possa far ritorno nella San Pellegrino del terzo millennio. 

Commenti

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  1. Scritto da Gilgam

    Lo scrivo anche qui…
    Se, come dice l’articolo iniziale, ogni albergo a 5 stelle (o anche solo uno per Comune, cambia poco) potrà ospitare un casinò, il vantaggio d’averne uno per San Pellegrino sarà relativo.
    Ci sono in tutta Italia molti alberghi a 5 stelle già operativi, in posti anche turisticamente avvantaggiati, che potranno attrezzare un Casinò molto prima che sia pronta S. Pellegrino.
    Sarebbe stato diverso ottenere la licenza per il 2° casinò lombardo, senza che potessero aprirne altri!

  2. Scritto da amis

    x roby
    ahh! o capit! Certo per la al l’è prope ona grande ocasiu de rilancio. Bisogna credega toch insema al rilancio però. Me spere che toto al vaghe beh senò per la al la se fa prope dura. Me spere che ol casinò al purte anche richesa per la zet del post mia doma per i solech quater marpiù. Sperem in beh

  3. Scritto da amis

    Sperem in be!!!! per ades a Sanpelegrì i laurà iè toch blocach. Certo la crisi general l’ha mia aiutat ol progetto ma me spere per la bela sanpelegri che tot al vaghe per la giosta banda altrimente iè racole per toch. Domanda: ma Ol Milesi Vittorio l’è mia ol Sindech de Sanpelgrì perchè nell’articolo che scrich che l’è ol vice?!?? Chi el ol sindech?

  4. Scritto da roby

    Ol Sindech l’è ol Scanzi de du o tri agn, ol Milesi Vittorio l’è al vice che l’è stac sondec prima

  5. Scritto da eros

    forza non mollate il rilancio della valle parte anche da questa iniziativa