BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

È morto Vandenbroucke, il Pantani belga

A soli 34 anni il talento fiammingo è stato trovato senza vita in un albergo in Senegal, dove si trovava per una vacanza. Vittorie, doping e cocaina. Ma 15 giorni fa era a Mendrisio a commentare i Mondiali

Più informazioni su

frank vandenbrouckeNella sala stampa dei Mondiali di Mendrisio c’era una figura che non c’entrava nulla con tutti gli altri presenti, giornalisti e fotografi, inservienti e addetti alla sicurezza. Era la figura di un giovane uomo di 34 anni, con al collo il pass di un giornale belga, che spiccava sul fondo della palestra adibita a ospitare i media di tutto il mondo. Era la figura di un enorme talento, di un campione, di un uomo che nel corso della vita dopo aver assaggiato il paradiso era già sceso all’inferno, un mucchio di volte.
Era la figura di Frank Vandenbroucke, una delle maggiori promesse del pedale fiammingo – e quindi mondiale – capace di vincere una Liegi-Bastogne-Liegi a 24 anni, di dominare 55 corse ma anche di perdersi in quelle trappole che il ciclismo moderno, purtroppo, continua a tendere ai suoi protagonisti.
Vandenbroucke se n’è andato ieri sera, lunedì 12 ottobre, in un’anonima camera d’albergo in Senegal dove, sembra, stava trascorrendo una vacanza che doveva precedere l’ennesimo tentativo di ritorno alle corse. Un’anonima camera d’albergo che è anche una sinistra coincidenza con le ultime ore di Marco Pantani: talenti diversi, altrettanto fulgidi, altrettanto maledetti.
Il doping prima, la droga poi, i falsi amici, i tentativi di rimettersi in sesto e di tornare in gruppo. Nel caso di Vandenbroucke anche un tragico tentativo di suicidio, nel 2005, che lo portò in punto di morte e che lo allontanò da moglie e figlia. Ma Frank seppe anche riemergere, tornando alle gare nelle categorie amatoriali, scovato solo da un fotografo dall’occhio lungo mentre faticava sulle strade della Pianura Padana insieme a centinaia di ciclisti della domenica, molti dei quali lo avevano visto duellare ai massimi livelli.
Nei mesi scorsi aveva detto di voler rientrare sul serio, pare si fosse rivolto ad Aldo Sassi, il direttore del Centro Mapei di Castellanza che è anche il preparatore di Ivan Basso e di Cadel Evans, campione del mondo di Mendrisio. Cantato, nella cittadina ticinese, dalla penna di un gigante di 34 anni che stanotte ha raggiunto in fuga Marco Pantani.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.