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Mani Tese scende in piazza per il diritto al cibo

La campagna, lanciata nel mese che precede l’importante appuntamento del World Food Summit della Fao, proseguirà anche nei mesi successivi

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Mani Tese scende il piazza il 17 e 18 ottobre in oltre 30 città italiane per sostenere il diritto di tutti i popoli alla sovranità alimentare, vale a dire il diritto a decidere le proprie politiche agricole ed alimentari e a combattere la fame e la povertà attraverso il rafforzamento dei propri mercati locali.
 
La campagna, lanciata nel mese che precede l’importante appuntamento del World Food Summit della Fao, proseguirà anche nei mesi successivi per coinvolgere e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di garantire l’accesso al cibo a tutte le popolazioni del mondo.
 
Gli incontri di ottobreMani tese in campo per il diritto al cibo
 
Da Siracusa a Torino i volontari di Mani Tese porteranno nelle piazze produttori locali, gruppi di acquisto solidale, cooperative agricole che spiegheranno ai cittadini l’importanza di consumare prodotti locali, nel rispetto dell’ambiente e delle tradizioni locali.
Durante tutto il mese di ottobre verranno inoltre organizzate cene a Kmzero e serate di video proiezioni, per approfondire il tema della sovranità alimentare.
 
A Milano la campagna arriva in città: produttori locali di miele e polenta si confronteranno in una divertente intervista doppia.
 
A Firenze verrà allestita la “Piazza della Decrescita Felice”, dove si potranno gustare prodotti locali, ma anche chiedere direttamente ai produttori informazioni sulla filiera produttiva. In programma anche momenti dedicati ai più piccoli, con giochi in legno fatti da un artigiano del posto, che tenterà di spiegare attraverso il gioco come piccole scelte quotidiane possano influenzare la vita di comunità molto lontane da noi.
 
In occasione del mercatino contadino della rete di produttori locali “Terra-Terra” alla Città dell’Utopia di Roma verranno organizzati laboratori di autoproduzione di formaggio, mentre i visitatori del mercatino potranno imparare le regole fondamentali per mangiare locale attraverso un percorso guidato tra gli stand espositivi e un quiz finale, che testerà il grado di conoscenza dei partecipanti sul tema del diritto al cibo.
 
Per scoprire tutte le iniziative di “Io mangio locale” si può consultare il Calendario appuntamenti e vedere lo spotdi Mani Tese per la sovranità alimentare “Dall’aiuto alla cooperazione”.
 
Perché una campagna per la sovranità alimentare? Mani Tese, da 45 anni in prima fila contro la fame nel mondo, porta avanti questa campagna con la consapevolezza che costruire la sovranità alimentare abbia lo stesso significato nel sud e nel nord del mondo.
Io mangio locale è una campagna di sensibilizzazione e di informazione, che riafferma il potere dei consumatori e dei produttori nel determinare i comportamenti sociali e le scelte economiche legate alla produzione e alla distribuzione in un quadro di giustizia globale e sostenibilità ambientale e sociale.
La campagna intende anche sottolineare l’importanza delle reti di consumatori, produttori, istituzioni, cittadini che attraverso comportamenti orientati alla giustizia, alla sobrietà, al consumo responsabile e alla solidarietà possono condividere buone pratiche, adottare nuovi stili di vita e promuovere concrete forme di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo.
 
Una campagna che precede l’importante appuntamento di novembre a Roma, il World Food Summit della Fao: un summit mondiale sulla sicurezza alimentare per accordarsi sulle azioni da intraprendere per contrastare l’attuale crisi economica e alimentare.
La Fao stima infatti che nel solo 2009 il numero di affamati potrebbe arrivare a 100 milioni: un dato preoccupante, che impone dei provvedimenti urgenti per garantire l’accesso al cibo come diritto di ogni essere umano.
 
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un paradosso che è diventato l’emblema della contraddizione dei nostri tempi: la fame convive con il surplus di produzione alimentare.
Assistiamo così oggi ad un duplice e scandaloso problema: eccesso di cibo e mancanza di accesso al cibo. Lo spazio che esiste nel mezzo, il riequilibrio “sano” di queste distorsioni è, per noi, la sovranità alimentare come risposta politica allo spreco ed alla miseria.
 
Anche noi, in quanto cittadini del Nord del mondo, possiamo contribuire alla promozione dell’accesso al cibo per tutti rivendicando il diritto, prima che il dovere, ad una “sobrietà felice”. Recuperando le radici delle nostre stesse tradizioni, i prodotti locali, il rapporto con il mondo contadino, abbiamo la possibilità di strutturare un nuovo paradigma, espressione di una modernità rinnovata e responsabile.
 
La difesa del cibo è protezione dell’essere umano: dal cibo passano le sorti della democrazia che è una questione di sovranità dei popoli e non di pochi.
Per queste ragioni il cibo, la terra e le persone devono tornare al centro dell’attenzione e le politiche pubbliche devono avere la funzione di tutelare le persone in quanto produttori e consumatori e difendere la terra.

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