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“L’Islam non impone di coprire il viso”

Carte alla mano, un lettore contesta che secondo la religione mussulmana sia obbligatorio per le donne indossare il burqa.

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Buongiorno direttore,
le recenti prese di posizioni politiche e teoriche circa il niqab e burqa (velatura integrale) mi spronano ad inviarle questo piccolo compendio.
I nemici dichiarati dell’Islam non è il caso che si scaldino scioccamente come Oriana Fallaci (pace all’anima sua) che durante un’intervista a Khomeini si strappò di dosso ciò che lei aveva chiamato “un lurido straccio medioevale”.
Il velo islamico è una cosa seria, che comunica oltre l’appartenenza alla comunità musulmana e quindi l’impegno devozionale nella parola di Allah, il valore della dignità e dell’indipendenza femminile nei confronti dell’uomo, grazie alla negazione dell’esibizione di un corpo seminudo e mercificato. 
C’è un però: le iniziative prima della Santanchè e poi dell’onorevole Carolina Lussana (Lega Nord), hanno aperto un terreno di scontro civile, che si risolve prontamente in virtù del primato dello Stato laico e in seconda battuta ma decisiva, grazie al Corano stesso.
L’Italia viene da un lungo processo secolare di emancipazione del diritto civile e penale dai codici e precetti biblici ed evangelici, e da un background greco che giustifica il primato della ragione, la rivoluzione scientifica e l’uomo moderno che in questo istante legge quest’articolo su un notebook. Questo processo storico è invece parzialmente misconosciuto all’islamico, generando inevitabilmente gap e conflitto: in poche parole la nostra civiltà non può riconoscere e tanto meno riconoscersi nella shari’a o legge coranica. 
La nostra società, con tutti i difetti a essa imputabili, è pronta per accogliere specificità culturali e cultuali: il velo semplice, l’hijab, il chador sono velature del tutto ammesse in quanto lasciano scoperto il viso della donna, mentre il niqab e il burqa che lo celano a parte gli occhi nel primo caso e completamente nel secondo, non sono ammessi dal nostro canone pubblico e sociale. In questo caso, siccome l’anarchia non è prevista dal nostro codice, è bene conformare alla disciplina locale con apposite pressioni amministrative chi, evidentemente mal tollera la nostra larghezza e comprensione (e a dirla tutta sono una minoranza esigua di mussulmani).
Veniamo al Libro, cosa comunica nel merito e alla lettera Allah nel Sublime Corano?
Quello che cerchiamo, principalmente si trova nella Sura XXIV An-Nur (La Luce) versetto 31:
E dì alle Credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, delle loro attrattive, se non quello che appare all’esterno; di lasciare scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare le loro attrattive ad altri che ai loro mariti, o ai loro padri, o ai padri dei loro mariti, o ai loro figli, o ai figli dei loro mariti, o ai loro fratelli, ai figli dei loro fratelli, o ai figli delle loro sorelle, o alle loro domestiche, o ai domestici che non hanno desiderio, o ai ragazzi impuberi che non hanno interesse per le parti nascoste delle donne. E non battano i piedi si da mostrare le loro attrattive che celano sotto i veli(…)
Versetto 59: O Profeta di alle tue mogli, alle tue figlie e alle mogli dei credenti di coprirsi con i loro veli, così da essere riconosciute e non essere molestate. Allah è perdonatore clementissimo. 
E dalla tradizione Aisha, la sposa di Maometto ci riferisce che il marito disse: In verità, una donna, quando ha raggiunto l’età delle mestruazioni, non sarà lecito vedere di lei se non questa (e indicò la faccia con la sua mano) e queste (mostrando le due mani). 
Nel Hadìth ci si imbatte nell’elemento più importante: la proibizione di eseguire preghiera e pellegrinaggio a viso coperto, testimoniando di una tradizione etnica extra-coranica di copertura del viso: dunque coprire il viso con il velo non è richiesto dall’Islam ma appartiene a riti pre-islamici, usanza che oggi è tollerata o contrastata. Una recente fatwa di un importante iman egiziano ha severamente vietato il niqab in tutte le accademie del Paese.
Disse dunque Aicha, su insegnamento del Profeta, a proposito del vestito della pellegrina: Non si mette il lithàm e non si mette il burqa. La pellegrina non porta il niqab e non porta i guanti. 
Rilevato l’assist coranico penso che sia del tutto inutile con una legge sproporzionata fabbricare delle “martiri”:sono sufficienti sanzioni amministrative giuste, sostanziose ed insistenti.
P.eu  (
www.ilprincipe.eu)

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Commenti

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  1. Scritto da berghem

    RAUS!

  2. Scritto da Annalisa

    Sono perfettamente d’accordo con Marica, l’ipocrisia di questi signori è senza fine. I “segni distintivi dell’appartenenza” gravano sulle donne e non sugli uomini: se li mettano loro il burqa o il velo quando iniziano a spuntare barba e baffi e poi ne riparliamo.

  3. Scritto da spartacus

    Il rispetto delle tradizioni e’ giusto,ma qui siamo in Italia e questi signori sono solo ospiti (come del resto lo siamo noi da loro quando andiamo nei loro paesi),quindi il burqa e tutti gli altri veli che indossano e nascondono il viso devono essere tolti.Basta con questo “buonismo” nei confronti degli islamici in quanto “dobbiamo rispettare la loro cultura…” quando loro sono i primi a non rispettare la nostra quando andiamo ospiti da loro.REGOLE E LEGGI VANNO RISPETTATE,SENZA DEROGHE!

  4. Scritto da A.Z Bg

    Non ci sono donne non musulmane che coprono totalmente il viso e le mani.Quale rispetto delle donne?Possono farsi vedere dai mariti e dai loro padri,dai padri dei mariti,ecc,ma non possono neanche stringere la mano a uno di noi.Contate gli sgozzamenti di mogli e figlie “indegne”come negli ultikmi casi di PN e BS.Se voglòiono continuare le loro usanze incivili restino a casa loro!Noi non possiamo fare niente delle nostre tradizioni,usanze e religioni se andiamo a casa loro,devono rispettarci qui

  5. Scritto da Giuseppe

    Ma se stavano tutti/e a casa loro, questi problemi non sarebbero mai sorti!!!!!

  6. Scritto da lavoratore

    ööö Principe!!!!!
    Màia ü tòc de polénta, alà……

  7. Scritto da lele

    “.. prova tu ad andare là..”
    “.. loro sono qua e devono ..”
    “.. Italia ..”
    .. ASTENGASI PERDITEMPO ..

  8. Scritto da lauro

    Sono veramente nauseato dal sentire sempre le stesse cose: bisogna risolvere il problema una volta X tutte. In sede di rilascio del permesso di soggiorno si danno le normedella REPUBBLICA inscindibile ne PER LA DIVERSITA’ RELIGIOSA NE CULTURALE.
    Basta compromessi al ribasso!