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Bettini, l’uomo di acciaio del Triathlon bergamasco

Nuota. Pedala. Corri. Fino allo sfinimento. Il primo italiano a tagliare il traguardo del Challenge di Barcellona è stato il trentenne Davide Bettini dello Steel Triathlon Bergamo.

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Tratto da Panorama

Nuota. Pedala. Corri. Fino allo sfinimento. Pensate che la maratona (42,2 km) sia la gara più dura per un atleta? Provate a farne una dopo aver fatto 180 km in bicicletta e una sana nuotata di 3,8 km. Da soli, sempre.
Si chiama “Ironman”, è la distanza più lunga del Triathlon, sport olimpico dal 2000, nato negli anni ‘70 e in netta crescita per numero di appassionati. Abbiamo seguito una gara al “Challenge Barcellona“, cui hanno partecipato ben 49 italiani. Semplici appassionati e semiprofessionisti. Non tutti sono arrivati in fondo. Il primo di loro a tagliare il traguardo, stremato, è stato il trentenne Davide Bettini del club Steel Triathlon di Bergamo, dopo 9 ore e 42 minuti.

Soddisfatto della gara?
Della mia prestazione personale al 99%, avevo aspettative anche più ardite, la gara era con me stesso, sul mio tempo pensavo di fare un attimino meglio. Ma è solo la mia seconda gara su questa distanza

Com’è la sensazione dopo il traguardo?
Non paragonabile alla prima volta. Tra tutte le gare, anche di altri sport che ho praticato, è stata la più emozionante. Arrivare in fondo ti dà commozione. Questa è stata diversa, l’ho vissuta più agonisticamente

Lei è triatleta professionista?
No, semplice amatore. Ho 30 anni ed è il secondo anno che gareggio su questa distanza. Ma l’ età media è più alta che in molti altri sport. Diciamo che il giovane sfrutta la potenza sullo sprint mentre uno un po’ più vecchio può sfruttare meglio esperienza e durata.

Ci spiega come funziona il mondo dell’ Ironman? Quali sono le differenze tra le gare?
Innanzitutto Ironman è un marchio registrato da un’associazione che organizza un circuito di gare tutto suo, in tutto il mondo. Una società sportiva o comitato può organizzare un “Ironman” ma deve rispettare regole e pagare parecchio, parliamo di milioni di euro, ci vogliono degli sponsor forti. Poi ci sono gare come questa che hanno le stesse distanze dell’Ironman ma non sono nel circuito “ufficiale”. In Italia su questa distanza mi pare che ci sia solo l’”Elbaman” all’Isola d’Elba. Ma poi ci sono tante competizioni di Triathlon su distanze meno estreme, è un mondo in crescita, anche se non siamo ancora ai livelli dei paesi nordici.

Quanto ci si allena per una gara così e quante ne ha fatte?
Dipende dalle caratteristiche personali, dalle lacune di ognuno nelle determinate discipline. Parliamo comunque di mesi di allenamento costante. Bisogna abituare il fisico a sforzo prolungato, bruciare grassi. Con livelli intensità medio-bassi, bisogna fare un po’ di tutto. Ci sono tante scuole, la cosa più importante è abituarsi a stare tante ore in movimento.

Quanto si deve spendere per partecipare?
Qui abbiamo pagato 350 euro, il circuito Ironman è anche più costoso. A certe gare ti devi iscrivere l’anno prima. Io a Zurigo mi sono già iscritto per il giugno dell’ anno prossimo. In più si paga vitto e alloggio, ma ti danno una maglietta se arrivi in fondo (ride).

La gara è sempre uguale? O il percorso varia molto a seconda della località?
Certo che può variare, dipende dalle condizioni atmosferiche, dal mare, dal percorso ciclistico: ad esempio a Lanzarote ci sono molti dislivelli. Quello di Nizza ha 2000 metri di dislivello, è un circuito bellissimo.

In gara si è sempre da soli?
Sì. E bisogna restare concentrati. In bicicletta non si può fare “gruppo” o andare in scia. La botta arriva quando comincia la maratona. Nell’ultima parte di gara la resa è data tutta dalla testa, l’anno scorso all’ultimo giro ci sono arrivato spinto solo dalla volontà, 5 minuti prima ero in crisi.

Come ci si nutre durante la corsa, prima e dopo?
I più arditi mangiano sulla bici integratori, gel pieni di zuccheri, c’è chi passa alla barretta energetica. Io durante la corsa in bici cerco di mangiare pane e nutella, praticamente ho il buffet montato sulla bici. Non voglio maltrattare lo stomaco. Correndo invece ci sono punti di ristoro. In manifestazioni più grandi e più organizzate ci sono feste che si chiamano “pasta party” prima (e dopo per chi ce la fa). Nei giorni precedenti si mangiano molti carboidrati, ma senza esagerare. Dopo ci si sfoga, dall’ insalata russa al fritto misto, tanto hai bruciato talmente tanto che ti puoi rilassare.

Un’ultima curiosità: perché i maschi hanno tutti i polpacci rasati?
I motivi sono vari: per i massaggi dopo gara, poi per evitare abrasioni del pelo in caso di caduta, ma soprattutto direi che è anche un po’ una moda. Dal punto di vista della prestazione non dà vantaggi.

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