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Festival Poesia San Pellegrino: la finale

Il Festival nazionale di poesia italiana sceglierà il vincitore tra i tre finalisti: Mario Benedetti, Maurizio Cucchi e Umberto Fiori.

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Sabato 10 ottobre all’hotel Bigio di San Pellegrino Terme con inizio alle 17.30 il Festival nazionale di poesia italiana sceglierà il vincitore tra i tre finalisti: Mario Benedetti, Maurizio Cucchi e Umberto Fiori.
La serata si svolgerà in questo mdod: apertura di GabrioVitali, alle 17.45 l’introduzione di Franco Loi, direttore scientifico della manifestazione. Quindi sono previsti interventi di: Fabio Sonzogni assessore alla Cultura a San Pellegrino Terme, Giovanni Milesi, assessore alla Cultura in Provincia di Bergamo, Alberto Mazzoleni, presidente della Comunità montana Valbrembana. Alle 18 recital dei finalisti del Premio San Pellegrino Terme, Maurizio Cucchi, Mario Benedetti, Umberto Fiori presentati dai membri della giuria tecnica. Alle 19.30 votazioni della giuria popolare. Alle 20.45 proclamazione del 12° vincitore del Festival e premiazioni. Alle 21.30 concerto musicale a cura dei Color Sound.
La giuria è composta da Franco Loi, presidente, Milo de Angelis, Paola Loreto, Elio pecora, davdie Rondoni, Gabrio Vitali.
I libri
Vite pulviscolari di Maurizio Cucchi (Mondadori 2009)
E’ un libro della piena maturità: Cucchi porta a compimento un percorso lineare che dalla scrittura della negazione arriva alla scrittura che nomina l’origine del terrore, dichiara il male insostenibile della separazione. L’unità di questo volume – che trascorre dal commosso e riservato addio alla madre alla fisica e metafisica della fine dell’uomo , dallo sguardo della memoria e dal salvataggio delle reliquie del passato , all’attrito del pensiero con la materia, della poesia con la vita – sta nel sopraggiungere della forza dell’accet-tazione nel processo di riconoscimento della realtà fondamentale, ultima, della nostra esistenza: quella di . La è compiuta quando il trauma è accolto e rivelato, finalmente, come la tessera mancante nel disegno della propria vita: il “riemergere sempre più vivo di qualche ferita / immedicabile verso una vita che si compie”. Il segreto è non desiderare di rimediare, ma solo di medicare. Il segreto è imparare – o trovarsi a sapere – dire “grazie”, “Un vero amen.” (Paola Loreto)  Maurizio Cucchi, è nato a Milano nel 1945, dove vive.
Voi di Umberto Fiori (Mondadori 2009)
Umberto Fiori continua la sua indagine, sconcertante e veritiera, sull’ isolamento. Nel senso più estremo: essere detenuti in un regime esistenziale di isolamento. Continua in l’indagine aspra, torva e lucidissima che è da sempre la sua poetica della reclusione. Quest’ultimo libro è uno scontro frontale tra l’io e il voi, tra l’individuo solitario e la Legge, tra l’inquietudine e il compimento. Io e voi. Due mondi intrecciati da qualcosa di oscuro. Non interamente separati e nemmeno contigui. Né distanza né fusione. Né distacco né empatia. Ma piuttosto un rapporto trafitto, un susseguirsi di accuse e scuse, un , continuo, minaccioso, insaziabile. Umberto Fiori è uno specialista del pensiero criminale. E qui ne indaga ogni sfumatura, dall’insulto allo sputo all’omicidio. Ed è un tormentato conoscitore della solitudine: una solitudine instabile, violenta, un senso di agguato e di pericolo attraversano tutto il libro. Sullo sfondo, potentissimi, il tema del Tribunale e il tema dello Specchio, due luoghi canonici dove l’io non trova più il filo. Basta una sfasatura, un saluto negato, e tutto precipita. Basta guardare la propria immagine, un mattino, e nulla più corrisponde. (Milo DeAngelis). Umberto Fiori, è nato a Sarzana nel 1949, vive a Milano
Pitture nere su carta di Mario Benedetti (Mondadori 2008)
La lingua poetica di Mario Benedetti scava impietosa nella dimensione cupa di un dolore esistenziale mai risolto e non più mediabile, facendo della sofferenza la materia prima di una energia espressiva di alta intensità e, insieme, di levità disarmante. I segni neri lasciati sulle carte, come recita il titolo, sono la traccia visibile che suoni e immagini della sua poesia ci consegnano, quasi testimonianza di un lavoro che si è con impegno compiuto, di un dovere cui non è stato possibile sottrarsi, nonostante la fatica e la resistenza di una realtà disgregata e dispersa con cui il poeta si è dovuto misurare. La cifra ossimorica di questi versi, fra cupezza del dramma e leggerezza del canto, ci educa al silenzio e all’umiltà: siamo esseri travolti e senza orientamento, connotati dal male e condannati al buio, ma siamo anche capaci di commuoverci e di gridare, di ascoltare e di accogliere, di sentire quel tanto di fratellanza e di dignità che la poesia ci testimonia e ci consegna. (Gabrio Vitali). Mario Benedetti, nato a Udine nel 1955, vive a Milano.  Ha vinto il Premio di poesia di San PellegrinoTerme nel 2004.
L’ingresso alla manifestazione è gratuito.

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Commenti

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  1. Scritto da formica

    Quest’anno Mondadori ha fatto l’en plein, speriamo che queste iniziative possano trovare spazio anche per il futuro perché la poesia é il cibo dell’anima.

  2. Scritto da Cultimo

    Un plauso: ogni tanto si fa un po’ di cultura a San Pellegrino!