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Tutte le opposizioni sfidano Pdl e Lega sulla crisi

Dieci proposte per parte, dai fondi di solidarietà a nuovi percorsi formativi. "Per fare in modo che la maggioranza, e in particolare la Lega che latita, prendano posizione ed escano dal silenzio"

Tutte le opposizioni di Comune e Provincia sfidano il Pdl e la Lega sulla crisi economica. Sia in Via Tasso sia a Palazzo Frizzoni il Partito Democratico, l’Italia dei Valori e l’Udc, (in aggiunta a Verdi e lista Bruni in Comune, Rifondazione comunista e la lista Bettoni in Provincia) hanno presentato una richiesta per convocare entrambi i Consigli sul tema della crisi economica, avanzando una serie di proposte che, tramite gli enti locali, possano in una certa misura far fronte alle difficoltà delle famiglie e dei cittadini.
Una sfida, “affinchè anche la maggioranza, e in particolare la Lega che si proclama tanto vicina al territorio, federalista e autonomista, dica la sua e non continui a fare silenzio”. Il quadro è chiaro e riguarda lo stato di salute piuttosto precario del mondo economico, di tante realtà produttive e in particolare del tessile e del metalmeccanico nella Bergamasca.
Le proposte di provvedimenti anticrisi sono 10 sia in Comune sia in Provincia, ed entro venti giorni dovranno essere iscritte tra i lavori di Palazzo Frizzoni, mentre in Via Tasso le opposizioni hanno richiesto un Consiglio provinciale straordinario unicamente su questo tema, “che da regolamento dovrebbe essere convocato anche in questo caso entro venti giorni”, ha ribadito il capogruppo del Pd Franco Cornolti.
Nel merito, sul fronte comunale, proposte vanno da una verifica sull’attuazione del Fondo famiglia e lavoro lanciato ad aprile dall’Amministrazione Bruni in accordo con Mia e Caritas, ad un’estensione della Family Card; da possibili accordi con A2A per dilazionare il pagamento delle tariffe sui servizi nelle case alla verifica di eventuali crediti da parte di imprese e aziende nei confronti del Comune per sostenere un accesso al credito da parte delle stesse aziende. Non mancano poi la costituzione di un fondo di garanzia per crediti a microimprese cittadine, o il finanziamento di percorsi formativi , l’adozione di un piano di risparmio energetico e l’adesione all’Osservatorio permanente del mercato del lavoro della Provincia di Bergamo.
Sostegno al reddito anche tra le proposte in Provincia, ma ci sono anche la pianificazione d’area nelle zone interessate da fenomeni di ristrutturazione del sistema produttivo, l’istituzione di un fondo di solidarietà per i lavoratori che non usufruiscono di ammortizzatori sociali, il rilancio dei Centri per l’impiego, l’operatività del Patto per la Valle Seriana.
“Uno sforzo aggiuntivo contro la crisi da parte degli enti locali va fatto” secondo Elena Carnevali (Pd), “anche perché c’è un silenzio assordante da parte della Lega, sia in Comune sia in provincia” ha aggiunto Sergio Gandi (sempre del Pd). Mentre Nadia Ghisalberti (lista Bruni), ha voluto sottolineare “il senso di responsabilità con il quale le minoranze, che vogliono comunque essere forza di governo e come tali si pongono, stanno affrontando il tema”. “Tra le proposte c’è anche il tentativo di disegnare una riforma dell’addizionale Irpef comunale – ha sottolineato Pietro Vertova (Verdi) – con una differenziazione delle aliquote in base al reddito”. Per la Provincia Franco Cornolti ha parlato di “convergenza strategica di tutte le opposizioni e di una sfida concreta a chi dice di voler fare politiche concrete”. Mentre Alberto Vergalli (sono entrambi del Pd) ha sostenuto che “non basta l’approccio muscolare sui conti avuto finora dal presidente Pirovano. La Provincia deve e può dire qualcosa sulla crisi”.

Commenti

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  1. Scritto da fabrizio valserra

    Finalmente l’opposizione batte un colpo! Avanti così anche sugli altri problemi.

  2. Scritto da sinistro

    veramente patetici!!!

  3. Scritto da cuìn

    1, patetico.

  4. Scritto da GIO

    Anzichè continuare a far proposte cercate di risolvere i problemi interni. Se non aveste sperperato i soldi dei contribuenti dandoli a tutti (centro sociale, ufficio della pace, bilancio partecipato ed agli amici degli amici) oggi ci sarebbero risorse da spartire senza tanti clamori inutili.