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Lilly Italia: l’azienda disponibile a ritirare la mobilità

"Un incontro fruttuoso" tra sindacati e direzione aziendale dopo il presidio dei 62 dipendenti, per 30 dei quali era stata avviata la procedura di mobilità.

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“Un incontro fruttuoso”, che si è concluso con premesse che lasciano ben sperare per il futuro dei 62 dipendenti della Lilly Italia di Pedrengo, dove a metà settembre l’azienda aveva aperto la procedura di mobilità per metà organico. La discussione nella sede di Confindustria e il presidio dei lavoratori (quasi tutte donne) fuori dalla sede degli industriali, hanno sortito l’effetto che i sindacati volevano: “L’azienda alla fine si è detta disponibile a revocare la procedura di mobilità per i 30 lavoratori e ad attivare un percorso di cassa integrazione straordinaria in deroga per almeno 7 mesi e per tutti i 62 dipendenti” ha detto Damiano Bettinaglio della Filtea Cgil all’uscita dall’incontro in Confindustria. “I lavoratori potranno scegliere la rotazione mensile o la cassa fissa. In quest’ultimo caso, l’incentivo già previsto ora in cassa straordinaria verrà mantenuto anche per tutti i 7 mesi di cassa in deroga e non sparirà totalmente nemmeno per chi sceglie la rotazione”.
Sull’altra questione all’ordine del giorno, quella delle due mensilità in arretrato, come anche del ritardo nell’erogazione del premio, le novità non convincono pienamente il sindacato: “Resta la nota dolente degli stipendi ancora da pagare” conclude Bettinaglio. “L’azienda su questo punto ha presentato un piano di rateizzazione degli arretrati con l’obiettivo di azzerare il dovuto entro fine anno. Come sindacato riteniamo che il mancato rispetto anche solo di una rata ci costringerà a scegliere le vie legali immediatamente. Ci teniamo, intanto, a ringraziare le lavoratrici e i lavoratori che hanno dimostrato grande dignità in momento così delicato”.
Il piano di rateizzazione verrà vagliato e votato dai lavoratori nell’assemblea già convocata per il 14 ottobre alle 10.30 in azienda.

 

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Commenti

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  1. Scritto da roberto fugazzi

    la grandiosa combattività delle lavoratrici ha permesso almeno di limitare i danni,ma per vincere occorre unire tutte le fabbriche in lotta attraverso uno SCIOPERO GENERALE PROVINCIALE PER IL LAVORO,è evidente che solo così si esce dall’angolo,la lotta fabbrica per fabbrica non basta più.comunque BRAVE! avete dato un valido esempio da generalizzare!