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Indebita esenzione dal ticket per 51 utenti

I controlli della Guardia di Fiannza di Treviglio hanno fatto emergere che una cinquantina di utenti autocertificavano redditi inferiori al vero per non pagare le prestazioni sanitarie.

Dall’inizio dell’anno i finanzieri della Compagnia di Treviglio hanno rilevato 51 casi di indebita esenzione dal ticket dovuto per prestazioni sanitarie. Per venire incontro alle esigenze dei più bisognosi, le norme vigenti in materia prevedono che chi è titolare di un reddito inferiore a determinate soglie, che variano in ragione dell’età del paziente e della composizione del nucleo familiare, può acquistare determinati medicinali e usufruire di prestazioni sanitarie gratuitamente. Il dato relativo al reddito posseduto viene dichiarato dal paziente stesso attraverso un’autocertificazione.
La Guardia di Finanza effettua ordinariamente controlli per accertare se queste dichiarazioni sono veritiere ed evitare, quindi, che fondi dello Stato vengano distratti a beneficio di persone che non hanno diritto alle prestazioni gratuite. Nel corso delle attività svolte dalla Compagnia di Treviglio, con la fattiva collaborazione dell’Azienda Ospedaliera di Treviglio e Caravaggio, sono state scoperte 51 persone che hanno attestato di possedere un reddito inferiore alla soglia, mentre in realtà sono risultati titolari di redditi superiori al limite. A ciascuno di essi è stata applicata una sanzione pari al doppio del ticket dovuto, per un totale superiore a 5000 euro.
Oltre che in materia di spesa sanitaria, l’attività del Corpo si concentra su tutte le erogazioni pubbliche. Nel corso dell’anno è stato scoperto un soggetto residente a Treviglio che, dichiarando di non posseder alcun reddito, ha usufruito di contributi in denaro offerti dal comune di residenza. I successivi approfondimenti, posti in essere anche con accertamenti bancari, hanno evidenziato che la situazione finanziaria del soggetto era ben più florida di quella dichiarata all’ente erogante. Il responsabile è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria di Bergamo per falso in atto pubblico ed indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.
 

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