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La scure del fallimento sui viaggi Iparc

Cala il sipario sull'Iparc che dal 1991 ha sede in città fondata da Ugo Benedetti: il Tribunale di Bergamo ne ha dichiarato il fallimento.

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Dodici dipendenti, diecimila associati a Bergamo, una sfilza di comuni che si rivolgono all’associazione per viaggi a costi accessibili, per fasce sociali meno abbienti, dagli anziani agli studenti. Cala il sipario sull’Iparc (Istituto permanente attività ricreative e culturali) che dal 1991 ha sede in città, ora in centro, in via Angelo Mai, emanazione dell’Ipas, l’associazione nazionale impegnata in attività sociali: il Tribunale di Bergamo, come spiega il fondatore dell’Ipas Ugo Benedetti, ne ha dichiarato il fallimento. Curatore è stato nominato Giorgio Berta
La crisi economica non ha risparmiato il settore del turismo, delle agenzie turistiche in particolare e si è fatta sentire in modo pesante sull’Iparc: la botta peggiore è arrivata la scorsa primavera quando l’Istituto ha siglato un accordo con un importante tour operator, facendosi sostenere dalle banche. Il tour operator si è poi ritirato lasciando l’Iparc in un mare di guai. E di debiti. Soprattutto con due banche di Bergamo. Inutili le richieste di dilazionare il rientro dei debiti, le banche hanno presentato istanza di fallimento. Sarà durissima uscirne, ma Ugo Benedetti non ha intenzione di  mollare, dovesse anche ricominciare da zero. Per se stesso ma anche per tutti coloro che nell’Iparc hanno trovato in quasi vent’anni una opportunità di vacanza e viaggi adatta alle loro esigenze. 

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Commenti

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  1. Scritto da mdb

    Il Signor Benedetti prima di ricominciare da zero, provveda a pagare i creditori… albergatori etc., altro che tirare in ballo le banche e fantomatici tour operator… Poi è discutibile come facciano a convivere in una unica sede una associazione NO profit e un tour operator che ha finalità commerciali…

  2. Scritto da aldo

    nessuna menzione per i creditori????
    noi da Iparc dobbiamo ancora ricevere pagamenti di notevole entità da Maggio e nonostante i numerosi tentativi di metterci in contatto con questi “signori” non abbiamo mai ricevuto risposta.
    Come noi numerosi altri colleghi.
    Dal Vs articolo sembra che Iparc sia una società di santi fatta fallire dalle banche.
    Non hanno mai dimostrato neppure un briciolo di correttezza nei nostri confronti!!!!!

  3. Scritto da asso

    io non credo che le banche si siano divertite,avranno fatto i loro conti ed avranno avuto le loro ragioni per presentare istanza di fallimento

  4. Scritto da Giorgio

    Oltre ad aver avuto degli aiuti statali le banche non dovrebbero comportarsi in questo modo vista anche la difficoltà che esercenti commerciali hanno nel svolgere la propria attività e cercando di preservare il posto di lavoro ai propri collaboratori. Inaccettabile!