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Precipit?? e mor?? in cantiere, l’Inail:”Nessun indennizzo” video

L'istituto di assicurazioni ritiene di non dover versare nulla alla famiglia di Mario Soggiu, il metalmeccanico morto su una scala al cantiere della Trucca il 15 luglio 2009.

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“Nessun indennizzo”. Secondo l’Inail Mario Soggiu – l’idraulico sardo di 56 anni morto lo scorso 15 luglio nel cantiere del nuovo ospedale di Bergamo precipitando su una scala – non “è morto per rischio lavorativo”. L’infortunio mortale non sarà quindi indennizzato. La notizia, riportata il 6 ottobre sulle pagine del Corriere della Sera, è stata un’amara scoperta non solo per la famiglia dell’operaio ma anche per la Fiom Cgil che sta seguendo la vicenda. Una risposta, quella data dall’Inail, che lascia sconcertato il sindacato: chiunque, secondo l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni, avrebbe potuto entrare nel cantiere, salire su una palazzina e cadere nel vuoto. Secondo la Cgil, invece, Mario Soggiu, quel giorno, si trovava al lavoro su una scala buia, in un’area sì estranea alle sue mansioni ma senza protezione: precipitò dal quinto piano di una palazzina in costruzione all’interno del cantiere. E per il sindacato non si può liquidare la vicenda come una “semplice distrazione della vittima”. Dall’altra parte anche la vedova dell’operaio, che subito dopo la tragedia era volata a Bergamo per capire la dinamica dell’accaduto, chiede giustizia per suo marito. La procura indaga per omicidio colposo: la prima udienza del processo non è ancora stata fissata. 

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Commenti

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  1. Scritto da ORSO45

    Per Andrea Mazzoleni.
    Il lavoratore, come gli eventuali eredi, deve essere coperto da assicurazione -che peraltro è obbligatoria- per qualsiasi infortunio comunque occorso durante il lavoro.
    Qualunque compagnia anche privata ingrasserebbe incassando i premi e senza mai sborsare una lira se potesse esimersi dal pagamento semplicemente vantando un’eventuale imprudenza, imperizia, mancanza di sicurezze, etc.
    Esiste pur sempre la rivalsa che l’INAIL adotta soventemente sul datore di lavoro.

  2. Scritto da Andrea Mazzoleni

    Basta piangersi addosso.
    Se uno sale su un’impalcatura senza rispettare le norme di sicurezza e mi sfracello sono direttamente responsabile della mia disgrazia.

    Non vedo perchè la comunità debba farsi carico delle incoscienze altrui. Sia chiaro, sono addolorato dalla morte di terzi, ma sarebbe bastato ben poco a salvargli la vita. Chi ignora le regole piu’ elementari non puo’ addossare alla comunità il risultato della propria negligenza.

    Usate questi caschi, guanti e imbracature previste.

  3. Scritto da Carlo Forse

    Per Andrea Mazzoleni:
    non è che se usava il casco la Lussana avrebbe multato il povero lavoratore?

  4. Scritto da ureidacan

    L’Ufficoo vertertenza della CGIL lo sa. Basta ricorrere al giudice del lavoro e far riconoscere il nesso di causalità tra la morte e la caduta da una impalcatura (per il riconoscimento dell’infortunio non è necessario provare neppure che ci fossero o meno le misure di sicurezza). Il vero problema forse sta nell’accertare se il poveretto era un lavoratore del cantiere o meno.

  5. Scritto da Carlo Forse

    Provare quindi se il poveretto era uno schiavo in nero o meno.
    La Lega Nord dov’è a sottoscrivere tratta per gli schiavi?

  6. Scritto da corti-novis

    Si capisce adesso il burocratese comunicato dell’azienda del Riuniti sulle sue non responsabilità della dirigenza in quanto lo sfortunato la voratore voleva vedere all’interno dell’ospedale come era nell’orario di lavoro, non importa se cadeva il giorno dopo, era comunque non in sicurezza . Nell’ospedale fra i dipendenti è circolata una sottoscrizione da devolvere un’ora di lavoro per l’operaio.

  7. Scritto da grazie

    mi raccomando tutti in piazza a protestare contro la multa inflitta a Berlusconi.

  8. Scritto da ORSO45

    E’ assurdo.
    L’INAIL riconosce come avvenuto sul lavoro l’infortunio stradale “in itinere”, sia quando ci si reca al lavoro, sia quando si torna a casa, e cavilla sul fatto che l’infortunato si trovava in un’area del cantiere non pertinente con le sue mansioni?
    Questo “vezzo” dell’INAIL di chiamarsi fuori al primo appiglio scaricando le responsabilità su altri è gravemente compromissivo dell’obbligatorietà dell’assicurazione e lede i diritti dei lavoratori e delle loro famiglie..

  9. Scritto da lugi nappo

    E’ una chiara decisione di comodo. La perdita di una vita umana trattata come una cosa normale, un piccolo disguido.Già il comunicato dell’azienda ospedaliera aveva dato purtroppo un indirizzo preciso dell’accaduto prendendo le distanze ancora a cadevere caldo. I cittadini per bene si devono indignare appoggiando tutte le iniziative del sindacato e organizzando momenti di solidarietà concreta per la famiglia. Comunque, una vicenda disdicevole e inqualificabile.

  10. Scritto da rf

    Se era stato messa per iscritto nel piano di coordinamento di cantiere qual’era la mansione dell’operaio e dove doveva stare purtroppo formalmente potrebbero aver ragione loro. In ogni caso d’ora in poi gli operai di cantiere dovrenno attenersi agli ordini solo pertinenti alla loro mansione e alla loro area di lavoro ben precisata. Tutti sanno che non vanno così le cose in un cantiere specie prima della fine. Ditelo ai Committenti che si ritarderanno i lavori a causa di codesto formalismo…

  11. Scritto da rf

    o si minaccerà di licenziare chi non esegue gli ordini anche se fuori mansionario? Ci vuole equità nell’applicare anche il formalismo della sicurezza e non solo quando conviene, magari alla faccia dei morti e delle loro famiglie, altrimenti si opera solo sfruttamento dei disperati, ché certo l’operaio non era in cantiere per gita di piacere. Troppa ipocrisia intorno al mondo del lavoro. Ci vuole chiarezza ed etica del lavoro.

  12. Scritto da Carlo Forse

    Fuori la verità !

  13. Scritto da rf

    ai tempi degli antichi egizi e della loro grande civiltà c’erano gli schiavi a fare le grandi opere e le piramidi e i morti tra di loro erano messi nel conto. Oggi invece siamo messi meglio e noi saremmo più civili degli egizi? Sicuri?

  14. Scritto da lugi nappo

    Considerato che l’ospedale nuovo è di proprietà dell’Azienda Ospedaliera e quindi della Regione, sarebbe utile un decisa presa di posizione dei consiglieri regionali bergamaschi. L’argomento non si può archiviare.

  15. Scritto da Carlo Forse

    Le collette che prospetta Cimmino potremmo organizzarle tra i consiglieri regionali che non si danno una mossa. Cimmino metterà la prima quota che non sia sotto i 50 mila euro in qualità do proponente.

  16. Scritto da lauro

    Il sindacato oviamente non ha visto ne sentito niente. La riforma , al ribasso dei requisiti nail funzionali al liberismo e’ stata fatto col silenzio assenso della triplice! E Io pago!