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Il Lodo Alfano davanti alla Consulta

Dopo un anno di limbo, il lodo Alfano, lo scudo che immunizza le quattro più alte cariche dello stato dall’attività della magistratura, cerca oggi di passare l’esame per stabilire la sua legittimità costituzionale

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Dopo un anno di limbo, il lodo Alfano, lo scudo che immunizza le quattro più alte cariche dello stato dall’attività della magistratura, cerca oggi di passare l’esame per stabilire la sua legittimità costituzionale. Oggi i giudici della consulta si troveranno a decidere se il fatto che 4 persone siano momentaneamente al di fuori della legge sia compatibile o meno con i principi sanciti dalla costituzione (uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, ragionevole durata del processo, obbligatorietà dell’azione penale). Il provvedimento ricalca quello soprannominato lodo Schifani, dal nome del suo estensore, già presentato al vaglio costituzionale e bocciato nel 2004 dalla Consulta. In quel caso lo scudo immunizzava le 5 più alte cariche dello stato.
Questa volta il provvedimento reca la firma del ministro della Giustizia Angelino Alfano, che ha operato alcune modifiche proprio per permettere di ripresentarlo. Quando fu approvato, l’anno scorso con legge ordinaria, il lodo ha sortito subito tre effetti: la sospensione del processo Mills, dove Berlusconi e l’avvocato inglese David Mills erano imputati per corruzione in atti giudiziari; la sospensione del processo sui diritti Tv e una pendenza davanti al gip di Roma che deve decidere se rinviare a giudizio Berlusconi per la tentata compravendita dei senatori con l’obiettivo di far cadere il governo Prodi.
Di questi solo il processo Mills è stato sospeso, di fatto, per sempre: l’intervento del lodo ha spezzato i tempi del processo, così che comunque vada l’esame del lodo Alfano esso non potrai mai giungere a giudizio prima dell’arrivo della prescrizione. 






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