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Edilizia, boom della “cassa” “E il peggio deve arrivare” video

Il settore dell'edilizia, da sempre fiore all'occhiello dell'economia orobica tanto da diventare uno stereotipo del popolo bergamasco, sta iniziando ad accusare i colpi inferti dalla recessione.

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Il settore dell’edilizia, da sempre fiore all’occhiello dell’economia orobica tanto da diventare uno stereotipo del popolo bergamasco, sta iniziando ad accusare i colpi inferti dalla recessione. I dati presentati dai sindacati Fillea Cgil, Ficla Cisl e Feneal Uil parlano chiaro: rispetto al 2008 si registra un’impennata delle ore di cassa integrazione. In particolare è significativo il confronto tra luglio 2008 e luglio 2009, il mese più produttivo per il settore edile. Rispetto all’anno scorso infatti si registra un +566,9% di ore di cassa integrazione e circa duemila lavoratori n meno. Tutte le aziende sono coinvolte, dai grandi gruppi fino alle piccole medie, la fetta più consisente del settore. "Le imprese strutturate tengono, ma sono in difficoltà – spiega Angelo Chiari, segretario provinciale della Fillea Cgil – ma purtroppo il peggio deve ancora arrivare. I dati del settore dell’edilizia a Bergamo fanno intuire un’onda lunga che arriverà in maniera pesante solo nei prossimi mesi, in ritardo rispetto alla recessione degli altri ambiti produttivi. Come sindacato dell’edilizia -continua Chiari -, è da mesi che chiediamo interventi per il settore, promessi dal Governo agli stati generali delle costruzioni che si sono tenuti a Roma lo scorso mese di maggio. Purtroppo, però, quasi nulla è stato fatto, per un settore che, è bene ricordarlo, ha garantito per tutto un decennio lo sviluppo e la crescita del Pil del nostro paese".
Nel prossimo futuro BreBeMi, Pedemontana ed Expo 2015 rappresentano una boccata d’ossigeno. Ma solo per le grandi imprese. Per risollevare le sorti del tessuto imprenditoriale bergamasco serve altro. "Le grandi opere saranno un’opportunità per uscire dalla crisi del comparto nel territorio bergamasco – spiega Gabriele Mazzoleni, segretario provinciale Filca Cisl -, ma dovranno essere anche il banco di prova per le istituzioni che verranno chiamate a dimostrare di voler sostenere il sistema delle piccole e medie imprese locali. Ricordiamo che le grandi infrastrutture occupano più o meno il 20% del comparto. Se incrociamo questa percentuale coi dati negativi delle Casse Edili (il 10% di iscritti in meno) risulta utile pensare a un nuovo modello di sindacato: in edilizia, migliaia di licenziamenti rimangono nel silenzio, mentre tutto il territorio si impoverisce. Bisogna lavorare soprattutto nelle manutenzioni delle scuole, delle strade. Solo in questo modo potremo aiutare le piccole, medie aziende".

Tutti i dati della crisi del settore edilizia

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Commenti

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  1. Scritto da ANGUS

    Ci sono aziende sane ed altre meno sane. Fino ad oggi chi ci ha guadagnato sono gli imprenditori (non pagando tasse, predendo geente irregolare etc.).
    Perchè mettere in mezzo i muratori?

  2. Scritto da rf

    Sono perfettamente d’accordo con il 5. le cose stanno esattamente così. Abbiamo una classe imprenditoriale in linea con la pochezza del resto del paese che ha vissuto in questi ultimi decenni di Basso Impero il suo costante declino sino al degrado attuale. Questo è un paese ormai distrutto politicamente, economicamente, civilmente, eticamente e culturalmente. Ci rimane solo il tempo degli Unni, Visigoti e Ostrogoti del Duemila, ossia leghisti, evasori, puttanieri e affini.

  3. Scritto da acidopolitico

    Imprenditori?Partite iva? lavoro in nero,assistenza sanitaria nazionale,servizi pubblici con tasse mai versate,sfruttamento di extracomunitari. E voi questa LA CHIAMATE INDUSTRIA ..Questa e’l’industria piu deleteria che abbiamo in Italia.gente senza scrupoli. P Buttano,persino, sulla strada come morti,persone cadute dai ponteggi e mai registrate.Al ,costruendo,ospedale di Bergamo L’inail non riconosce il risarcimento x morte di un ragazzo.Registrato il giorno prima dell’incidente.!.Meditare.!

  4. Scritto da tamtam

    ma berly dice che la crisi è passata…. per lui… e per quelli dello scudo….

  5. Scritto da franco

    ma se non hanno mai fatto fatture e hanno usato lavoratori in nero che ***** vogliono ?

  6. Scritto da mario59

    Basta con questi allarmismi… siamo in fase di ripresa, lo dice il governo…i muratori tornino a dormire sonni tranquilli… parola di berluscao.

  7. Scritto da GIORGIO 57

    SPERIAMO CHE LA CRISI DURI MOLTO,E’ ORA DI SMETTERLA DI COSTRUIRE E DI PAGARE I MURATORI COME I MEDICI.
    CARI COMMERCIANTI, ARTIGIANI E IMPRESARI IO DEVO PAGARE LA SANITA’ MIA E DI MIA FIGLIA, LA SCUOLA DI MIA FIGLIA, LA CASA, POI DOPO FORSE VERRANNO LE SCARPE, I RISTORANTI, I VIAGGI,ECC. E SE VOI CHIUDETE A ME …………….

  8. Scritto da Scettico

    Ma se il governo dice che la crisi è passata, anzi non è mai esistita. Non iniziate anche voi a fare i comunisti, ne!