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Bergamo Scienza, le equazioni si imparano giocando fotogallery

Numeri, giochi e forme volumetriche di ogni tipo in scena a "Mettiti in gioco", la mostra di Bergamo Scienza allo Spazio Viterbi.

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“Forse abbiamo capito, dobbiamo solo trovare i pezzi”. Tutt’altro che facile, a quanto sembra. Francesco, 11 anni, cerca insistentemente di comporre il quadro di gioco – chiamiamolo così, visto che a Bergamo Scienza ciò che sembra gioco in realtà nasconde sempre una regola fisica o matematica – con piccole forme geometriche. Non che i suoi compagni, studenti della scuola media “De Amicis” di Bergamo in visita alla mostra-laboratorio “Mettiti in gioco” (allestita allo spazio Virterbi nell’ambito di Bergamo Scienza) se la cavino meglio. E’ più facile (forse) studiare sul libro le regole delle frazioni equivalenti. Ma applicarle, su una tabella, con piccole forme geometriche, non è proprio così automatico. “Un terzo”, “Un nono” e via di questi numeri. Le assistenti del laboratorio indicano le frazioni da trovare e loro provano e riprovano. Ines Gritti, insegnante e coordinatrice del laboratorio, passa tra i tavoli e butta lì qualche consiglio. “E’ un modo per apprendere i concetti matematici in modo giocoso – spiega – per cercare di applicare le regole matematiche che altrimenti appaiono veramente astratte. Ora stanno giocando con le frazioni equivalenti. Ma durante l’incontro proponiamo di giocare con il teorema di Pitagora e la similitudine, con gli specchi per cercare la simmetria nelle forme, con le rotazioni”. I bambini, distribuiti in cinque tavoli, hanno a disposizione tavole e schede colorate con forme geometriche da comporre per trovare la soluzione. Laura dice che “non è difficile, solo che bisogna pensare la forma giusta da inserire” e armeggia tra triangoli e rettangoli gialli. Difficile trovare quello giusto, ma il tavolo di Andrea riesce per primo a completare la tabella. “Tombola” gridano contenti. Ce l’hanno fatta. “E’ stato difficile, però” dicono stanchissimi. Adesso, si cambia argomento. Via con le similitudini. E forse questa volta sarà più semplice.
Intanto, nell’aula accanto – nel laboratorio “Sfere, bolle, palle e globi” – i ragazzi del Liceo Amaldi di Alzano sono alle prese con una bella domanda. “Perché le bolle di sapone non scoppiano sulla moquette?”. Non scoppiano? “Impossibile, le bolle scoppiano sempre” commentano qua e là i ragazzi. Invece no. Tutta colpa della superficie d’appoggio. “Davvero?” commenta Alessia. La moquette – spiegano i coordinatori del laboratorio – ha una maggiore superficie di contatto e le bolle di sapone scaricando il loro peso restano attaccate al tessuto. Luca ne è affascinato. “Non lo sapevo proprio”. Il percorso della mostra-laboratorio ha come tema conduttore la sfera e il sapone. Non solo le famose bolle ma anche giochi di simmetria con cubi e piramidi immersi nel sapone, giochi con le biglie per dimostrare il percorso di una retta . Oltre alla teoria descritta nei pannelli informativi anche la pratica del laboratorio vero e proprio. Tutte novità per i ragazzi? Sembra proprio di sì. “A scuola non facciamo laboratori come questi” dicono Francesca e Luca. “E’ stato proprio interessante”. E a quanto pare anche divertente visto che alla fine ciò che attira più i ragazzi resta il gioco delle bolle colorate sulla moquette. Tutti sulla vaschetta di sapone. Inutile dire che lo sperimenteranno anche a casa.

"Mettiti in gioco" allo Spazio Viterbi

Processo al Parco alla Corte d’Assise

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