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Azienda pronta a ridiscutere il piano

“Siamo pronti a confrontarci per rivedere e ridiscutere cifre e progetti del piano industriale, per ora nessuno stabilimento sarà chiuso e nessun lavoratore sarà lasciato a casa”. E’ il messaggio lanciato dai rappresentanti della proprietà alla riunione di due commissioni regionali.

Siamo pronti a confrontarci per rivedere e ridiscutere cifre e progetti del piano industriale, per ora nessuno stabilimento sarà chiuso e nessun lavoratore sarà lasciato a casa”. E’ il messaggio lanciato dai rappresentanti della proprietà della Tenaris Dalmine Antonio Caprera, direttore delle operazioni industriali, e Patrizia Bonometti, direttrice delle risorse umane, intervenuti in Consiglio Regionale, dove, nella pausa dei lavori consiliari, le Commissioni “Attività produttive” presieduta da Carlo Saffioti (FI-PdL) e “Formazione professionale, Cultura, Sport e Informazione” presieduta da Daniele Belotti (LN), hanno tenuto un incontro congiunto con la proprietà dell’azienda, le rappresentanze sindacali e i responsabili bergamaschi di Confindustria.
“Il piano industriale presentato dall’azienda è inaccettabile e se attuato avrebbe pesantissime ricadute sull’economia orobica e lombarda –hanno evidenziato Saffioti e Belotti-. Ci siamo così subito attivati per promuovere un incontro con i sindacati e la proprietà e abbiamo già allertato l’Unità di Crisi regionale attivandola e mettendola al corrente della situazione: di concerto con l’Assessorato regionale competente ci adopereremo ora per convocare al più presto un tavolo di lavoro aprendo il confronto tra la proprietà e i lavoratori al fine di tutelare il futuro e le prospettive occupazionali dell’intero gruppo in ciascuno degli stabilimenti interessati. Sarà nostra cura sensibilizzare la proprietà –hanno concluso i due presidenti– al fine di prevedere un nuovo piano industriale molto meno pesante in termini di tagli occupazionali”. All’incontro hanno partecipato numerosi lavoratori e rappresentanti sindacali: per le RSU di Tenaris Dalmine sono intervenuti Salvatore Belloli, Mario Bonometti, Vincenzo Di Mauro e Antonio Parimbelli, per FIM-Cisl Ferdinando Iuliano, per FIOM-Cgil Mirco Rota e per UILM Bergamo Angelo Nozza: “In Dalmine negli ultimi anni sono già stati persi seimila posti di lavoro –hanno evidenziato i sindacati- e sono ora inaccettabili nuovi sacrifici: l’azienda ha avuto tanto dal territorio e in questo caso ha anche una precisa responsabilità sociale”.
Per Confindustria erano presenti Stefano Malandrini, Luca Pezzini e Stefano Cofini, che hanno evidenziato la necessità che l’apertura di un tavolo di confronto non vada a discapito delle procedure in atto sugli ammortizzatori sociali: “Le due cose devono proseguire parallele –ha detto Malandrini- e non devono essere considerate alternative”. In sala erano presenti anche l’Assessore provinciale al Lavoro di Bergamo Enrico Zucchi e il sindaco di Dalmine Claudia Maria Terzi.
Lo scorso lunedì 28 settembre la direzione aziendale di Tenaris Dalmine (primo produttore italiano di tubi di acciaio senza saldatura per l’industria energetica, automobilistica e meccanica) aveva presentato al coordinamento sindacale degli stabilimenti italiani il piano industriale 2010-2011, che prevede investimenti per 114 milioni di euro in due anni con l’obiettivo di perseguire un "riposizionamento strategico" per l’azienda. Tale piano prevede tagli occupazionali pesanti giustificati con una prospettiva di produzione ipotizzata per i prossimi due anni in calo almeno del 35% rispetto al 2008. Il piano prevede la chiusura dello stabilimento di Piombino (LI), il forte ridimensionamento di quello di Costa Volpino (BG) e Arcore (MB), il graduale disimpegno delle attività Fapi (tubi piccoli) a Dalmine (BG) e una generale riorganizzazione che coinvolge tutta l’azienda. L’impatto occupazionale di queste scelte viene quantificato in 1.024 lavoratori in esubero (più di un terzo dei 2.814 dipendenti in forza negli stabilimenti italiani di Tenaris), con la previsione di 717 posti in meno a Dalmine e Sabbio (da 2.218 a 1.501 dipendenti), 119 a Costa Volpino (da 247 a 161), 64 ad Arcore (da 225 a 161) e 124 a Piombino.
I fattori che hanno determinato questo mutamento sono, secondo l’azienda, l’incremento esponenziale della concorrenza internazionale, causato dall’aumento di capacità produttiva a livello mondiale. La Cina ha accresciuto del 55% la sua capacità produttiva dal 2005 al 2009 e sta continuando ad investire in nuovi impianti. A ciò si aggiunge il ridimensionamento strutturale dell’attività di alcuni settori industriali destinatari di tubi senza saldatura, il progressivo calo di economicità di alcune tipologie di produzioni standard e scarsamente differenziate (come ad esempio i tubi di piccolo diametro per applicazioni meccaniche e per la termica). Per Osvaldo Squassina (UAL) ci troviamo davanti a “un piano sbagliato, che va radicalmente cambiato. L’azienda sta sfruttando e strumentalizzando la crisi per effettuare tagli altrimenti non operabili: no a licenziamenti collettivi, non sono giustificabili”. 
Qui non esiste un problema di ammortizzatori sociali –ha detto Carlo Spreafico (PD)- ma di politica industriale regionale e europea. Chiedo pertanto che la IV e la VII Commissione consiliare regionale programmino al più presto un incontro con i ministri Scaiola e Sacconi per affrontare seriamente la situazione lombarda: se salta la Lombardia, salta il Paese intero”. Anche per Marcello Saponaro (Verdi) il piano industriale presentato dall’azienda “è inaccettabile, la Tenaris in passato ha avuto molte agevolazioni e sostegni dalle istituzioni e dal territorio bergamasco, non può oggi far finta di nulla e dimenticarsene”.
Mi auguro –ha aggiunto Luciano Muhlbauer (Rif.Com.)- che la volontà espressa dall’azienda di ridiscutere il piano industriale sia seria e dettata da convinzioni reali, non estemporanea e frutto di dichiarazioni di facciata giusto per stemperare il clima in un momento delicato”. Per Giuseppe Benigni (PD) tagli così forti “sono inaccettabili perché avrebbero serie e gravi ripercussioni sull’intera economia bergamasca. La Tenaris non può non tenere conto anche di altri significativi settori strategici come quelli del gas e dell’energia sui quali valutare se e come investire”.
A chiusura dell’incontro è intervenuto il Vice Presidente della Giunta e Assessore regionale al Lavoro Gianni Rossoni, che ha assicurato la massima attenzione della Regione e l’impegno per il mantenimento dei livelli occupazionali e produttivi.

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