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Minuto di silenzio, si ferma solo Bergamo

La decisione della Federcalcio d'intesa con la Lega calcio di fare osservare un minuto di silenzio per le vittime dell'alluvione di Messina solo negli campi dove erano impegnate le squadre siciliane, ha scatenato una polemica.

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I 35 mila spettatori dello stadio Barbera di Palermo si sono alzati in piedi ad applaudire prima della gara con la Juventus, ma la decisione della Federcalcio d’intesa con la Lega calcio di fare osservare un minuto di silenzio per le vittime dell’alluvione di Messina solo negli campi dove erano impegnate le squadre siciliane, ha scatenato una polemica. Netta è la reazione del governatore siciliano, Raffaele Lombardo, "come se le vittime di Giampilieri e Scaletta Zanclea non fossero italiani a pieno titolo". Lombardo commenta con amarezza e sottolinea "come in questo Paese che si accinge a celebrare la solenne ricorrenza dei 150/mo anniversario della sua unità non sono certo i siciliani a pronunziare la ‘bestemmia separatistà che ieri il presidente Napolitano ha ricordato". Per il segretario siciliano dell’Udc, Saverio Romano, quella della Lega calcio "è una pagina vergognosa di questo organismo e indirettamente dello sport del calcio". "I morti sono tutti uguali – ricorda – le persone hanno tutte la stessa dignità, anche il Sud del Paese è Italia. La Lega Calcio dovrebbe rappresentare tutto il calcio italiano. Oggi così non è stato e il dolore composto dei parenti delle vittime, non sottolineato in modo unanime dai vertici del primo sport nazionale sui campi di calcio, dovrebbe indurre gli stessi a scusarsi". Il presidente Lombardo assicura che "faremo fino in fondo il nostro dovere, non ci dormiremo la notte, spenderemo sino all’ultimo euro disponibile, cercheremo di suscitare una consapevolezza nuova: che la natura va rispettata e che, se violata, se violentata, se aggredita, come in Sicilia è accaduto milioni di volte, prima o poi si vendica e reagisce". "Verificheremo con assoluta intransigenza quanti studi, progetti o emergenze – incalza – sono stati commissionati e proclamati e però ignorati e lasciati ad ammuffire nei cassetti. Non si potranno tollerare o sanare abusivismi ed abusi. E lo faremo senza chiedere elemosine o mendicare risorse". "Vedremo di farcela – prosegue – da soli e semmai avvalendoci della generosità spontanea e sincera dei siciliani e di quanti vorranno dare una mano". "E, però – avverte – i ‘nostri implacabili censorì, che si sono scatenati sui giornali e nelle piazze invocando condanne preventive e pronunziando contumelie di ogni genere, abbiamo almeno il buon gusto di soprassedere e di ricordare che ben più di 24 uomini e donne hanno perso la vita, solo qualche ora fa".

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