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Il futuro del fotovoltaico è appeso agli incentivi

L’Italia si conferma il Paese del sole. Nel 2010 sarà il secondo mercato mondiale per il fotovoltaico, ma chi vuole dotarsene è meglio che lo faccia prima che scompaia il "Conto energia"

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Il fotovoltaico è una tecnologia innovativa in rapido sviluppo e diffusione, è attenta all’ambiente e funzionale al risparmio energetico, ovvero al risparmio economico. Tutto ciò, comunque, non impedisce una domanda: fino a quando può durare questa condizione?
Se non ci sono dubbi sul “valore ambientale” del fotovoltaico e sull’importanza dell’uso di energia rinnovabile in senso lato, è il lato economico del settore, il vantaggio che si può trarre dall’installazione sui nostri tetti dei pannelli, ad essere fortemente a rischio.
Il motivo è semplice: è il solo Conto Energia, cioè la formula di incentivazione per chi si dota di pannelli, a rendere conveniente l’installazione di un impianto fotovoltaico.
Grazie al Conto Energia si viene infatti retribuiti per 20 anni per ogni watt di energia prodotta e questo permette, calcolando il risparmio energetico in bolletta, di rientrare dell’investimento in un tempo variabile tra gli 8 e i 10 anni e di guadagnare per i successivi, fino allo scadere del termine che è appunto di 20 anni. Questa condizione, al momento, è rafforzata anche da altri elementi quali il costo dei pannelli che è sceso di un tasso a due cifre per tutta l’estate – fino a stabilizzarsi nelle ultime settimane – il prezzo del petrolio che è calato (ma sta risalendo) e un accesso al credito agevolato che continua ad arricchirsi di prodotti di finanziamento ad hoc.
Cosa accadrà quando spariranno gli incentivi del Conto Energia e quanto manca al loro scadere? Il decreto ministeriale del 2007 dice che il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) erogherà gli incentivi fino al raggiungimento dei 1200 mW installati complessivi su tutto il territorio nazionale, salvo l’estensione che sarà accordata agli impianti che entrano in esercizio entro 14 mesi dalla data nella quale verrà raggiunto il limite, arco temporale che si estende a 24 mesi per i soli impianti i cui soggetti responsabili sono soggetti pubblici.
Intanto alla fine del 2008 siamo arrivati a circa 450 mW installati, oggi stiamo per arrivare al doppio cioè ai 900 mW per oltre 40mila impianti funzionanti e il GSE, pessimista, fissa alla fine del 2010 il raggiungimento della soglia dei 1200 mW.
Manca davvero poco, insomma, specie perché voci ricorrenti tra gli addetti ai lavori dicono che proprio la presenza di condizioni “esterne” favorevoli, come il calo dei prezzi dei pannelli e l’accesso al credito a tassi bassi, spingerà ulteriormente le installazioni fino a giungere allla soglia limite nel giugno del 2010.
E dopo? Dopo, se non sarà attuata una “politica solare” stabile che mantenga comunque interessante l’acquisto di impianti fotovoltaici, non sarà più conveniente, a livello squisitamente economico, dotarsi di questa tecnologia. Gli esempi di questo risultato si traggono dai Peasi leader per il fotovoltaico, ovvero Spagna e Germania. La Spagna dopo aver attraversato il boom del 2008 con oltre 2600 mW installati, oggi ha posto dei limiti a 500 mW incentivabili nel 2009 e 400 nel 2010, ma soprattutto ha tagliato gli incentivi del 30%. Il risultato è un fortissimo calo della domanda che induce una sovraproduzione di pannelli e quindi un ulteriore abbassamento dei prezzi cosa che, comunque, non induce un assorbimento da parte del mercato che ormai non li compra più.
Molte società fotovoltaiche Spagnole hanno già annunciato licenziamenti.
In Germania hanno previsto i tagli a partire dall’inizio di quest’anno del 25% per gli impianti superiori ai 1000 kW, del 10% per quelli tra 100 e 1000, mentre per gli impianti entro i 30 kW, gli utenti potranno utilizzare l’energia prodotta per il proprio fabbisogno o, in alternativa, potranno offrirla ad altri purchè situati nelle vicinanze dell’impianto.
Il mercato, proprio per questa politica solare più stabile, dovrebbe perdere meno di quello spagnolo e forse mantenere una piccola crescita, ma la tendenza è tutta da verificare.
In attesa di conoscere quale sarà la “politica solare” italiana alla conclusione degli incentivi del Conto Energia, non restano che due constatazioni:in primo luogo i profitti del settore, da monte a valle, dalle aziende ai cittadini, dipendono dagli incentivi governativi. Questi rendono oggi l’Italia il Paese più “vantaggioso” e, probabilmente, la seconda realtà mondiale in questo settore nel 2010. In secondo luogo, e in funzione di quanto c’è oggi e forse non ci sarà poi, chi desidera dotarsi di pannelli, e dei vantaggi annessi, ha senso che lo faccia in un breve lasso di tempo. Con la speranza che chi lo farà dopo possa perderci il meno possibile.

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