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Quel binario 4 est è pericoloso per i non vedenti video

Alla vigilia della giornata nazionale contro le barriere architettoniche il punto della situazione del Comitato bergamasco: rispetto a vent'anni fa alla stazione di Bergamo la situazione è peggiorata.

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Nel 1990, tramite le telecamere della Rai il Comitato per l’abolizione delle barriere architettoniche mostrò all’Italia la situazione difficile che quotidianamente i disabili incontrano quando devono prendere un mezzo pubblico per viaggiare, con le pecche e gli ostacoli della stazione di Bergamo. Oggi, vent’anni dopo, la situazione invece di migliorare è peggiorata. Lo racconta Rocco Artifoni, del Comitato, alla vigilia della giornata nazionale delle barriere architettoniche, giornata snobbata quest’anno come in quelli passati dalle amministrazioni pubbliche che dovrebbero organizzare iniziative: "Un’indifferenza che emerge chiara in questa occasione, ma che si vive giorno dopo giorno in tante realtà. Quella simbolo è proprio la stazione di Bergamo dove nessuno dei problemi segnalati vent’anni orsono è stato risolto, piuttosto se n’è aggiunto uno nuovo". E’ il binario 4 est, un binario tronco per la tratta Bergamo-Brescia, ricavato a fianco del binario 4: "Ebbene la distanza tra il 4 e il 4 est è di un metro 90 appena, così stretto che lo spazio per camminare (per legge la distanza dal binario dev’essere di 90 centimetri) è una linea gialla: 90 centimetri di qua, 90 di là, restano dieci centimetri, la linea gialla appunto. Immaginatevi cosa succede a chi ha problemi di deambulazione quando c’è un  po’ di gente che si affretta a prendere il treno. E non parliamo dei non vedenti: proprio l’altro giorno uno di loro ha rischiato di cadere sul binario 4, è stato fermato in tempo da un  pendolare che si è accorto, ma il problema sussiste".
Stazione, ma non solo. La conferenza di denuncia del Comitato ha ricordato come la Bergamasca sia fuori legge visto che nel 1989 la legge 6 sulle barriere architettoniche aveva stabilito che ogni anno almeno il 5 per cento dei mezzi pubblici avrebbe dovuto essere cambiato con mezzi accessibili ai chi ha problemi di movimento (ogni anno in Lombarrdia si rinnova il 7% del parco rotabile). La legge prevedeva dunque che in vent’anni tutti gli autobus fossero accessibili ai disabili: "Ebbene – conclude Rocco Artifoni – in provincia di Bergamo solo  il 50 per cento lo è, in città l’80. Le norme non sono state rispettate".

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Commenti

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  1. Scritto da angi

    Sarebbe opportuno stendere un velo pietoso sulla stazione dei treni di BG. Più opportuno ancora sarebbe stenderlo sui politici bergamaschi, che par la stazione di BG non anno praticamente fatto nulla. Siamo una delle province più ricche e popolose d’Italia. Il capoluogo ha una stazione da villaggio sudamericano. Avete mai sentito parlare di “100 stazioni” con le loro ristrutturazioni? Ebbene quella di Bergamo è la 101 esima…