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In viaggio verso Roma per difendere la libertà di stampa

Le prime impressioni de varesini a bordo del pullman organizzato dalla Cgil per partecipare alla manifestazione promossa dalla Fnsi a Roma

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Proprio tutti pensionati, per la verità, non lo sono, o almeno, così è sul pullman della Cgil che è partito questa mattina alle sei e mezza da Varese per partecipare alla manifestazione nazionale in 
difesa della libertà di stampa promossa dalla Fnsi (Federazione nazionale stampa) che si tiene in piazza del Popolo a Roma. Smentite quindi, almeno per quanto riguarda la delegazione varesina, le parole di chi sentenziava che "alla manifestazione parteciperanno solo i soliti pensionati mobilitati dalla Cgil". Tutt’altro si può dire dei varesini in viaggio: sono ben pochi i capelli brizzolati che si vedono spuntare dai sedili, e di sicuro di capelli bianchi non ne ha Simone Taverna, 19enne iscritto alla facoltà di lettere moderne, che oggi è su questo pullman perché crede che «la disinformazione italiana e il poco interesse per interi settori della società siano temi di cui paghiamo e pagheremo enormi conseguenze». La manifestazione, dunque, gli sembra «un’occasione per mostrare il dissenso verso questo modello di informazione e la solidarietà di tutti coloro che come me vogliono che cambino le cose». Ma non è solo Simone a parlare, com’è logico durante il viaggio si discute, e da queste parole, meglio che da qualunque altre, si può capire l’umore e le convinzioni di questo gruppo di persone che hanno deciso di fare così tanti chilometri per scendere in piazza.
Giovanni Formigoni ha 22 anni, da molto tempo non partecipa ad una manifestazione e non ha molte aspettative, «per adesso – spiega – si tratta di una reazione spontanea ad una situazione inaccettabile». Giovanni crede che sia un momento significativo per il paese, «la situazione particolare che stiamo vivendo – racconta – mi ha spinto a una maggiore partecipazione alla vita democratica, non più soltanto con un attivismo sociale, ma con scelte più politiche, militanza di partito e manifestazioni come quella di oggi ne sono alcuni esempi».
Il lavoro è l’altro grande tema di cui si dibatte, non a caso. Tralasciando il fatto che siamo su un pullman della Cgil, il lavoro è pur sempre un tema che rientra in pieno in questo giorno di protesta, 
investito com’è dalle carenze informative di un sistema che vuole sminuire e addomesticare le sofferenze reali di molti lavoratori. «Il 520 per cento di cassa integrazioni in più avete idea di che dramma rappresenti?». Una realtà che troppo spesso non appare, o viene nascosta dietro grafici e numeri poco significativi per chi non vi ha domestichezza, «non si chiama normalizzazione?». Ed ecco quindi trasparire l’informazione imbavagliata contro cui oggi si trovano a manifestare, «scompaiono i disoccupati, scompaiono le tensioni sociali, scompaiono i fatti». Con un’informazione controllata e debole, è la conclusione che se ne trae, «diminuisce il livello di cultura, e più i livelli di cultura sono bassi – sentenzia la voce adirata di Gianmarco Martignoni della segreteria provinciale Cgil impegnato in un accesa discussione – più il potere riesce a far passare quello che vuole senza che si levi una sola voce di protesta”.

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