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Dieci artisti per dieci musei: arriva Twister e scuote l’arte contemporanea

Dal 3 ottobre visitabili le opere site specific realizzate da artisti italiani e stranieri in dieci musei della regione

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twister rete musei Lombardia per l'arte contemporaneaIl progetto tanto annunciato entra nel vivo. Sabato 3 ottobre 2009 nelle dieci realtà museali coinvolte in Twister rete musei Lombardia per l’arte contemporanea, promosso da Regione Lombardia e cofinanziato da Fondazione Cariplo, saranno inaugurate le opere site specific realizzate da artisti italiani e stranieri. Un progetto innovativo e sperimentale che per la prima volta coinvolge realtà molto differenti sul territorio legate all’arte contemporanea ma importanti per storia, collezione tradizione. L’evoluzione è stata lunga e il lavoro, partito oltre due anni e mezzo fa, ha preso forma in un concorso internazionale in cui i direttori dei musei coinvolti e advisor italiani e stranieri hanno segnalato in tutto sessanta artisti, che per la loro ricerca artistica avrebbero potuto realizzare opere di forte relazione tra il luogo, il museo e il territorio.




Tra questi artisti solo venti sono stati invitati a presentare un progetto inedito specifico dedicato a un Museo. Tra essi solo 10 sono stati realizzati nelle sedi di Fondazione Stelline e Cimac – Museo del Novecento di Milano, GAM Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate e Premio Gallarate, GAMeC di Bergamo, FAI  Villa e Collezione Panza di Varese, Museo d’arte contemporanea di Lissone, MAM  di Gazoldo degli Ippoliti, Museo Civico Floriano Bodini di Gemonio  e Galleria del Premio Suzzara.

Un progetto molto complesso sia per la distribuzione geografia sul territorio che per il numero degli enti e artisti coinvolti. A mettere in rete tutti i Musei l’intervento artistico della israeliana Ofri Cnaani.

Capofila del progetto la GAM di Gallarate che ha coordinato gli interventi e gli artisti. «Non siamo solo stati sostenuti da Regione Lombardia – spiega Emma Zanella direttrice della GAM – ma anche incentivati a realizzare qualcosa di nuovo. E l’obbiettivo è stato quello di creare una struttura sovra museale reale e non solo teorica. Per questo abbiamo voluto progetti nuovi pensati appositamente per noi e non replicabili in altre realtà. Ritengo che uno tra gli elementi più significativi ci siano il fatto che le opere siano state prodotte ed soprattutto entreranno a far parte delle collezioni dei musei. Il lavoro, come è immaginabile, è stato complesso perché complesso è stato il progetto».
In mostra le opere di Mario Airò, Massimo Bartolini, Carlo Bernardini, Loris Cecchini, Chiara Dynys, M.me Duplok, Lara Faravetto, Maik e Dirk Lobbert, Marzia Migliora, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini.




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