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Dalmine, sciopero e protesta “Gli esuberi rischio troppo grosso” fotogallery video

Presidio dalle 8 a mezzogiorno, i sindacati uniti puntano il dito contro il rischio di deindustrializzazione e sul valore anche simbolico del caso Tenaris. Chiesta una mobilitazione generale.

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E’ il giorno della protesta di fronte all’ingresso della Dalmine, dopo la presentazione del piano industriale che prevede nella sola provincia di Bergamo 836 esuberi, tra gli stabilimenti di Dalmine-Sabbio e Costa Volpino. Durante lo sciopero di otto ore del 2 ottobre i sindacati e i lavoratori hanno organizzato un presidio davanti ai cancelli e all’entrata principale di via Vittorio Veneto, iniziato alle 8 e terminato a mezzogiorno. Un centinaio di persone in tutto si sono presentate in prima persona, chi con la bandiera del proprio sindacato, chi senza simboli, pronto a metterci la faccia e a dire la sua, a testimoniare la grande preoccupazione che corre tra i reparti della grande azienda negli ultimi giorni.
E la trattativa non si annuncia facile: “Lo spazio di trattativa per ora è stato annunciato – spiega Ferdinando Uliano, segretario provinciale della Fim Cisl -. Ma le disponibilità concrete vanno verificate. Il punto fermo deve essere la salvaguardia occupazionale: l’azienda non pensi di poterci proporre licenziamenti ed espulsioni di lavoratori senza forme alternative di occupazione. Nessuno può restare per strada. Sarebbe inaccettabile”. Marco Cicerone, segretario provinciale Uil, mette in risalto "il grave e pesante valore simbolico che questa situazione ha. Sia perchè il proprietario di questa grande azienda è uno dei vicepresidenti di Confindustria, sia perchè questa azienda ha fatto la storia della siderurgia e dell’industria italiana. Esuberi così dirompenti rischiano in un certo modo di legittimare e accelerare situazioni difficili su tutto il territorio". Conferma invece l’intenzione di promuovere una mobilitazione generale il segretario provinciale della Fiom Mirco Rota: "Non è più solo una nostra proposta. Tutti i delegati della Dalmine hanno inviato una lettera (leggi) ai tre sindacati chiedendo uno sciopero e una manifestazione generale a livello provinciale, compatta e unitaria. Tutti sottolineano che il rischio più grosso è quello di una deindustrializzazione crescente".
Anche la politica si stringe attorno ai lavoratori: presente anche il Pdl con il senatore Valerio Carrara, il Pd con Maurizio Martina e Matteo Rossi, i Verdi con Marcello Saponaro. In visita anche l’ex sindaco di Dalmine Francesca Bruschi (Pd) e il sindaco attuale Claudia Terzi (Lega Nord).
La giornata di giovedì era invece stata caratterizzata dalle assemblee dentro la fabbrica, durante le quali il sindacato ha informato della pesante e annunciata eccedenza per gli stabilimenti di Dalmine: 717 dipendenti. A Costa Volpino, dove gli esuberi previsti nel piano industrale Tenaris sono 119, praticamente metà stabilimento, le assemblee sono invece in programma mercoledì 7 ottobre e lo sciopero con presidio martedì 13 ottobre.

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Commenti

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  1. Scritto da GIULIO

    dobbiamo essere tutti uniti nella protesta DALMINE COSTA VOLPINO ARCORE E PIOMBINO.
    UNITI SI VINCE

  2. Scritto da Ciccio

    Forza lavoratori della Dalmine, protestate e scioperate. Siete in tanti e avete i numeri per farvi valere!

  3. Scritto da Honegger

    Io penso che tutta l’ITALIA dovrebbe FERMARSI
    per far SCOMPARIRE chi dice che la crisi è finita.
    Vergognati.
    Ma fin che in TV si parla del Lodo Alfano, dello SCUDO FISCALE (VERGOGNA),della Padania ecc.ecc.nessuno sa della Dalmine, della Honegger(solo 240 a casa), della Promatek, della Fassi gru, della Persico stampi….ecc.ecc.ecc.
    io aspetto un sindacato piu duro………….

  4. Scritto da wwd

    In questo momento evidentemente sono più importanti le comparsate delle escort da SanToro e gli scudi tombali e fiscali.

  5. Scritto da Fiducioso

    Honegger (3) porta pazienza, adesso arriva Bonanni.

  6. Scritto da roberto fugazzi

    LA RETE OPERAIA VALSERIANA,è nata proprio per questo,unire le lotte di tutte le fabbriche colpite dal uso riccattatorio della crisi per eliminare in tutta la bergamasca un terzo di mano d’opera.
    ora,con la TENARIS si colpisce il cuore della classe operaia bergamasca,ed è giunto il tempo di proclamare uno SCIOPERO GENERALE PROVINCIALE,per la difesa di TUTTI I POSTI DI LAVORO!
    LA RETE OPERAIA VALSERIANA,si riunisce tutti i VENERDI alle 21 presso la propria sede in VIA S.GIOVANNI BOSCO 1 – ALZANO L

  7. Scritto da DettoChiaro

    Aggiungerei al 6-Fugazzi, che alla riduzione di un terzo della manodopera ne corrisponderà una simile di impiegati e esterni, più la traformazione massiccia verso contratti precari.
    Quindi calo e incertezza del reddito che ridurranno il commercio, i servizi, etc.
    In compenso prezzi e affitti delle case saliranno perchè lì – e non certo nelle aziende – finirà lo scudo fiscale.
    Forse è il caso che l’ex ceto medio, benpensante e osservante, si svegli anche lui. Per evitare il sonno eterno.

  8. Scritto da R.E.

    Gli scioperanti si sono presentati davanti alla Casa Comunale per sollecitare la presenza fisica della Sig.ra Terzi (Sindaco di Dalmine).
    Non è stata una sua iniziativa!!

  9. Scritto da corti-novis

    E’ chiaro che la protesta deve essere tale alla gravità dell’intervento della Tenaris dei licenziamento di 890 operai, se le istituzioni dormono e la confindustria fa altrettando, i rapporti di forza bisogna crearli attuando lotte dure come il blocco dell’autostrada o altre forme di lotte che incidono nel tessuto sociale, una forza operaia così numerosa deve esprimere una lotta dura perchè non vadano persi altri posti di lavoro, se no la diga si romperà e farà scomparire il lavoro e lavorator