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Tecnologia proibita a Iran e Pakistan, nei guai 2 aziende orobiche

Il 22 settembre i doganieri dell'aeroporto hanno sequestrato due pacchi diretti nei due paesi a rischio: dentro c'era materiale utilizzabile a fini militari e nucleari, sprovvisto dell'autorizzazione ministeriale di vendita. Indaga la procura, almeno due denunciati.

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Due aziende bergamasche hanno tentato di vendere materiale proibito a Iran e Pakistan. L’affare è stato bloccato dalla sezione operativa territoriale dell’aeroporto di Orio al Serio il 22 settembre scorso, ma la notizia è trapelata solo oggi.
La vicenda, che presenta molti lati oscuri e su cui vige un comprensibile riserbo, si intreccia drammaticamente con i recenti sviluppi internazionali. Tutto inizia con un controllo mirato su due piccoli pacchi consegnati a un noto corriere espresso per essere spediti via aerea, proprio nei giorni in cui il presidente Usa Barack Obama tornava a puntare il dito contro il programma nucleare segreto iraniano. 
Le località impresse sui pacchi insospettiscono i funzionari, probabilmente già allertati da notizie di intelligence: sulle scatole ci sono scritti i nomi di destinatari in Iran e Pakistan, Paesi cui alcune tecnologie non possono esser vendute se non dietro autorizzazione del Ministero del commercio estero. Una disposizione che tende a impedire la cessione a nazioni "a rischio" di materiale industriale ad uso civile, ma utilizzabile anche a fini militari o nucleari (noti come prodotti "dual use").
In una scatola, i doganieri trovano strumenti di termoregolazione destinati al Pakistan, dall’altra invece saltano fuori software tecnologici per l’Iran, ovvero istruzioni e know how per l’utilizzo di alcuni macchinari. Scatta il sequestro immediato e la segnalazione alla procura: denunciati i titolari di due aziende bergamasche. I due sono nei guai, perchè difficilmente potranno sostenere di non sapere. Chi opera nel settore è infatti ben consapevole che non può vendere nulla a clienti dei cosiddetti "stati canaglia" senza la citata autorizzazione.
 

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Commenti

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  1. Scritto da x4

    di sicuro nn votano lega ma il pd ci scommetto le p….

  2. Scritto da x me ci sono di mezzo

    gli Ultras della Curva Nord anche qui…….

  3. Scritto da Nerazzurro

    Complimenti!
    Poi magari i titolari di queste aziende si stracciano le vesti quando qualcuno dei nostri militari ci lascia la pelle in Afghanistan…Oppure si commuovono per l’11 settembre…

  4. Scritto da karajan

    Una cosa del genere, l’ho già letta tempo fa in un’altra occasione tipo questa.qualcuno mi può aiutare a ricordarmi??

  5. Scritto da contraddizioni orobiche

    prima guadagnano poi, magari, votano pure Lega

  6. Scritto da giovanni

    naturalmente prima di fare commenti sarebbe indispensabile sapere esattamente cosa c’era nei pacchi.
    Se si tratta di apparecchiature di termoregolazione ricordo che per termoregolazione si intende la regolazione di temperatura automatica che molto probabilmente hanno nelle loro case anche i salaci commentatori. Uno che ha votato lega.

  7. Scritto da ORSO45

    Per Karajan
    Probabilmente ti riferisci alla Valsella (gruppo FIAT) produttrice di simpatiche mine antiuomo (ed antibambino) ancora sui teatri di guerra, atte a produrre ferite gravi -solo incidentalmente la morte- per caricare il “nemico” di invalidi da accudire.
    Come se non bastasse certi “imprenditori” sono esportatori istituzionali di capitali all’estero ed, all’occorrenza, diventano Senatori a vita.
    Povera Italia.

  8. Scritto da Valter Grossi

    Speriamo siano scagionati e quindi non colpevoli.
    Qualora lo fossero, sono probailmente degli amici della banda Berlusconi, Frattini, Tremonti, che con la loro politica d’intesa coi paesi canaglia e la dipendenza dal gas russo screditano ogni giorno l’Italia (magari con l’approvazione di qualche “pacifista” della sinistra nostrana)

  9. Scritto da Daniele Lussana

    Valter sinceramente non capisco perchè dovrebbero essere amici di Berlusconi, Tremonti, Frattini etc etc…. non trovo il nesso….

  10. Scritto da angi

    Siete ridicoli e molto poco globali. Questo vuol dire che il lavoro supera le barriere politiche e sicuramente garantisce qualche disoccupato in meno.

  11. Scritto da EGB

    Io mi chiedo come è possibile che in un periodo di grave crisi economica e produttiva come quello che stiamo attraversando i doganieri si debbano preoccupare di pacchi diretti in paesi come Iran e Pakistan! Ma si rendono conto questi signori (pagati dallo stato) che così facendo creano un danno alle aziende italiane?!? Spero che il governo italiano intervenga immediatamente e sblocchi le merci ma sopratutto che licenzi questi terroristi di doganieri. Vergogna!!!