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"Boffo ?? difeso da tutti Io fui boicottato dalla Curia di Bergamo" - BergamoNews
Politica

“Boffo ?? difeso da tutti Io fui boicottato dalla Curia di Bergamo”

Il giornalista radiato dall'Ordine per aver lavorato come agente del Sismi ("Betulla") ha scritto su Il Giornale che i vertici della Chiesa bergamasca negarono l'utilizzo di una sala per un convegno a causa della sua presenza. "Fui trattato come un mostro".

Come nella parabola del figliol prodigo, non tutti i rampolli sono uguali. E se per un Dino Boffo, direttore del quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana Avvenire, si sono sprecati gli attestati di stima e le dichiarazioni di solidarietà, c’è chi, pur vantando una fede non certo inferiore, lamenta di aver subito silenzio ed emarginazione dal mondo cattolico quando si trovò in difficoltà. Renato Farina, giornalista legato a filo doppio a Comunione e Liberazione, già vice-direttore de Il Giornale prima e di Libero poi, ed ora di nuovo firma del quotidiano di casa Berlusconi (il feeling con Vittorio Feltri è a prova di bomba), radiato dall’Ordine dei giornalisti per aver lavorato come agente dei servizi segreti con il nome di copertura di "Betulla", adesso ricorda il periodo della sua messa all’indice per fare un parallelo con quanto sta capitando a Boffo. E tra gli altri, chiama in causa anche la Curia di Bergamo, accusata esplicitamente di averlo boicottato. 
Nel numero in edicola domenica 30, in fondo a pagina 7 compare un intervento a firma di Renato Farina. Il titolo, chiamato a sintetizzare il lamento di un povero cristiano vittima di una solare disparità di trattamento, recita: "Quella solidarietà che a me fu negata". L’ex agente Betulla racconta cosa successe quando scoppiò lo scandalo del suo doppio lavoro: "fui trattato come un mostro del giornalismo e del tradimento". E rammenta che gli unici che osarono difenderlo, "sapendo di esporsi a contumelie e sospetti", furono gli amici di Comunione e Liberazione e, naturalmente, Vittorio Feltri. Tutti gli altri, invece, gli voltarono le spalle. E furono perfino protagonisti, secondo la sua versione, di comportamenti ripugnanti. Tra i chiamati in causa da Farina, senza precisare nomi e cognomi in omaggio alle regole sacre del giornalismo, c’è la Curia di bergamo che "negò una sala a un incontro in difesa della vita perchè ero relatore io". L’attuale deputato del Pdl, animo tenero e sensibile, aggiunge: "per consentire l’evento mi ritirai". Ma i cattivi non stavano, ammesso che il racconto a scoppio ritardato abbia un fondamento, solo a Bergamo. "Lo stesso accadde a Varese. Scrissi queste lettere desolate alla Curia di Milano e alla sede della Conferenza Episcopale. Non ci fu risposta. Ero un povero cristiano. Politicamente berlusconiano. Non apprezzato da Repubblica. Si gratti la sua rogna da solo. Amen". 
In attesa di sapere se ci saranno reazioni, Bergamonews ha provato a fare una verifica. Renato Farina figurava tra i protagonisti di un convegno sulle cellule staminali promosso dalla Curia di Bergamo il 6 maggio 2005, in piena bufera Betulla. A quell’incontro l’allora giornalista partecipò regolarmente come conferma un articolo uscito su L’Eco di Bergamo dell’8 maggio. In quel caso l’ostilità non ci fu. Farina ricorda male o ci sono stati altri inviti per convegni poi gestiti diversamente? Ci sarà qualcuno che sul Colle di Bergamo avrà buona memoria, conoscenza della situazione e sentirà il dovere di fare chiarezza, smentendo o confermando il racconto di Betulla?  

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