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Guerini: in via Quarenghi l’emergenza è la droga

Bene fa il nuovo assesore a collocare lì il suo ufficio. Ma auspico che riesca dove non sono riuscito io, cioè convinca Prefetto e Forze dell’ordine ad intervenire con costanza e sistematicità (i blitz in questo caso non servono a nulla) per contrastare nella via l'odioso commercio della droga.

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Ho letto le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal neo assessore alla sicurezza Invernizzi (non quelle a difesa di Pirovano, per carità) e, se mi è concesso, vorrei fare un paio di commenti.
Invernizzi apprezza il presidio degli agenti di polizia municipale in via Quarenghi, fortemente voluto da me e da Bruni, e dichiara l’intenzione di rafforzarlo. Non solo, dichiara anche la decisione di collocare lì il suo ufficio. Non posso non condividere le sue dichiarazioni e la sua scelta, che testimoniano la bontà degli atti da lui ereditati e la necessità di proseguire senza esitazione il lungo percorso per migliorare la qualità della via. Spero solo che la sua presenza negli uffici dei vigili non sia di pura facciata.
Vorrei però indirizzargli qualche suggerimento. Il potenziamento del numero di agenti nel presidio è certamente auspicabile, ma dovrà fare i conti con gli organici che, seppur aumentati nel corso del 2008-2009, sono comunque fortemente impegnati sui numerosi fronti operativi in città. Rispetto alla data dell’inaugurazione, lo scorso anno è stato potenziato il servizio, attraverso l’apertura del presidio anche il sabato pomeriggio e la costituzione di una squadra appiedata addetta al controllo del tratto Quarenghi-Malpensata. Certamente un solo agente chiuso negli uffici del presidio (come oggi spesso avviene) è inadatto al compito di controllo e di vigilanza del quartiere. Un rafforzamento appare necessario. Come del resto appare opportuno sfruttare meglio gli ampi spazi del presidio, introducendo nuovi servizi utili a questa porzione di città. Anche noi, dopo l’anno sperimentale di apertura, avevamo avviato una consultazione nella giunta per valutare la soluzione migliore, che avremmo messo in opera in questi mesi.
A chiusura della sua intervista, Invernizzi aggiunge un’altra proposta molto sensata, quella di “riservare l’ufficio a poliziotti e carabinieri di quartiere, praticamente mai utilizzato finora”. Ricordo però all’assessore che anche qui non si tratta di una idea nuova. La stessa proposta venne da me sottoposta formalmente al Prefetto, al Questore e al Comandante dei Carabinieri il giorno dell’inaugurazione del Presidio. Non solo, avevamo già attrezzato l’ufficio che si affaccia sulla via, offrendo in comodato gratuito spazi ed attrezzature alle pattuglie dei diversi corpi di polizia perché ne facessero uso nel contrasto ai fenomeni di ordine pubblico della zona. Ebbene, la risposta unanime ed immediata fu un secco rifiuto. Auguro ad Invernizzi una maggiore fortuna. A proposito di forze dell’ordine, non posso non ricordare la fitta costante presenza di spacciatori, padroni incontrastati di un tratto della via fino all’imbrunire. E’ il fenomeno più grave, che pesa sull’insicurezza dei residenti che da tempo reclamano una linea più continua ed efficace. E’ una delle cause maggiori di degrado urbano, di disagio sociale, un fenomeno che abbatte le condizioni di vivibilità e di sicurezza della zona e stimola pericolosi atteggiamenti di intolleranza anche verso l’immigrazione “buona”, con arretramenti rispetto ai percorsi integrativi faticosamente raggiunti in questi anni. I nostri vigili hanno fatto molto nel contrasto allo spaccio, ma questo non è il loro compito, non lo è istituzionalmente. Pare quasi che lo spaccio in città, in vistosa crescita (oltre a via Quarenghi, anche la Malpensata e altre zone del centro soffrono molto) non preoccupi le forze dell’ordine. Eppure la piaga è reale ed annosa, certificata in tempo reale dalle tre telecamere funzionanti nella via, denunciata dalle centinaia di telefonate e di denuncie dei cittadini, formalizzata da una minuziosa mappa costruita dalla nostra amministrazione con i residenti e con le circoscrizioni e consegnata mesi fa al Prefetto. Ben vengano i carabinieri a controllare la qualità della merce nei troppi negozi etnici che insistono sulla via. Si è scritto che gli alimenti avariati sono un pericolo per gli stranieri che li acquistano. E’ vero. Ma le droghe non sono un reale pericolo soprattutto per la dilatata diffusione del consumo tra i giovani e i giovanissimi e per i danni alla salute e alla vita che procurano? Mi è venuto da sorridere leggendo nella cronaca del blitz che in azione c’erano anche i cinofili e che “il cane Black ha fiutato alcune dosi di hashish evidentemente gettate a terra da qualche pusher prima dell’arrivo dei carabinieri”. Come se il fatto rappresentasse una straordinaria allarmante novità, che in assenza del fido Black nessuno avrebbe neppure sospettato. Auspico che l’assessore Invernizzi riesca dove non sono riuscito io, cioè convinca Prefetto e Forze dell’ordine ad intervenire con costanza e sistematicità (i blitz in questo caso non servono a nulla) per contrastare nella via questo odioso commercio. Probabilmente si sentirà rispondere che è inutile in quanto il fenomeno semplicemente si sposterebbe, oppure che la soluzione è di tipo culturale e riguarda società e genitori, o meglio che finchè vi sono compratori il commercio non è eliminabile, oppure che la mancanza di certezza della pena rende gli sforzi inutili. Tutte ragioni che hanno un fondo di verità, ma allora si dichiari che spacciare è consentito, almeno in alcune zone franche della città! Un’ultima questione che giro all’assessore Invernizzi: posto che le ragioni sopra elencate permangano, è giusto che a soffrire siano per l’eternità gli incolpevoli residenti di un quartiere o di una via?

                                            Dario Guerini
                                     ex assessore alla sicurezza Comune di Bergamo

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Commenti

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  1. Scritto da ol forester

    Oggi e’ la via Quarenghi domani sarà altrove. Il problema e’ la droga, clienti e spacciatori, poi il tutto và visto in una concezione della sociètà solidale.

  2. Scritto da aiutiamo i giovani

    cerchiamo invece di cambiare le brutte abitudini di noi Bergamaschi sempre con il calice in mano, il sindaco è ancora in meditazione sul fatto di vietare gli alcolici anche ai minori, se avessi tempo vi racconterei di quanti bicchieri di vecchia romagna mi sono ingolato all’oratorio circa una ventina di anni fà, il passo era veloce tra sentirmi grande con il bicchiere e una canna, allora per favore aiutiamo i nostri sindaci ad adottare la legge Moratti facciamolo x i nuovi giovani NO POLITICA

  3. Scritto da frenk

    tutto giusto , ma basta fermarsi 15 minuti in via quarenghi per notare chi spaccia . certo che se i vigili o i polizziotti arrivano in divisa , basta un minuto perchè i pusher spariscano . provate ad arrivare invece in borghese , se veramente si vuole ripulire la strada dagli spacciatori , e vedrete che qualcuno beccherete .
    senza scassare le p…. agli immigrati onesti che girano tranquilli .

  4. Scritto da Leo

    Frenk ha ragione:
    aglli agenti sarebbe sufficiente fermarsi ad osservare in modo discreto la via, naturalmente in borghese, per cogliere gli spacciatori, che oltretutto sono facilmente individuabili, perchè operano in modo poco discreto e con un’arroganza assoluta.